James G. Ballard aveva ragione, un incidente d’auto ti cambia la vita, o, come dice Happy Skeleton, almeno le prospettive sulla vita. Appassionato di musica fin da ragazzino (ha iniziato a suonare la chitarra ad undici anni e a comporre dai tredici), il giovane Davide è vittima di un incidente d’auto poco dopo il liceo, ne esce per fortuna illeso, ma capisce che la vita è breve. Da qui nasce Happy Skeleton, poi il suo primo demo, quindi il cd.
Undici pezzi nati da un’urgenza espressiva forte, undici pezzi grunge (queste, le sue origini dichiarate), ma con certi rimandi agli anni Settanta non da poco. Disco compatto nella sua eterogeneità , dalla bella apertura di “Ann, revolution isn’t here”, da ascoltare in una giornata di pioggia, alla coda quasi glam di “There is no reset to me” con azzeccati innesti elettronici. “Cut this vein” è pop-rock di stampo internazionale, mentre trovo romantiche e elviscostelliane “Me and you” e “Worms”, uno dei suoi primi pezzi scritti. Solare rock chitarristico “I wish I could tell you”, già un classico al primo ascolto.
“Il fumo uccide? Sì, ma anche il silenzio …”
Happy Skeleton, Coffee & Cigarette Club – RedBirds/Audioglobe, 2010
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