Ne “Il cielo sopra Berlino” c’erano degli angeli, forse Kitty Solaris è uno di questi, vista la sua provenienza e la musica che produce. Musica fatta in casa, come dice il titolo e lascia intendere la gustosa copertina del secondo cd da poco uscito. Ma la sua casa è la strada, quella percorsa in giro per l’Europa a fare concerti (300 dal 2006), con la chitarra a tracolla per provare a strimpellare nuove canzoni, inevitabilmente intime e vere come le 12 di questo album.
Pare di immaginarla, tra una tappa e l’altra, mentre sussurra “Cold Season”, messa all’inizio (forse è stata la prima), o “Kisses Lift Me Up”, ancora semplice chitarra e voce, sempre più forte. E il disco è tutto così, un salire, un aggiungere, scampanelli, altre chitarre, una voce maschile, un piano…
Nel mazzo scelgo la title-track da gioventù sonica, “Positive/Negative” perché pare un pezzo perfetto di Lou Reed (me lo immagino a cantare “… positive/negative…uuuh!... uuuh! …uuuh!), “Turn The Light On” con chitarra sciolta e un certo passo Sleater Kinney che mi fa scoppiare la coda.
Se la sua casa è il suo disco, mi piacerebbe un sacco andarla a trovare (ma non pensate subito a cose sporche, lei è un angelo…).
Kitty Solaris, My Home Is My Disco – Macao/Audioglobe, 2010
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