Eccovi dal profondo nord un power-trio incazzato, per sviscerare le paranoie della nostra societĂ con spirito anarchico e consapevolezza nei propri mezzi. Dei nipotini de Il Teatro degli Orrori che cantano ancora in inglese (ma nel vinile serigrafato ci sono anche quattro versioni in italiano) di vite senza uscita, noia e proibizioni. Tutta questa rabbia la incanalano nella loro musica, sfornando un album noise- rock potente e alla fine liberatorio.
Frustrati nel proprio lavoro per “8 Hours”, punk-rock tirato come si deve, seppelliti in “This Town” con un ritmo stordente e grida scomposte, costretti a fare cose contro la propria volontà come “The Boxer”, isterico sbatticoda senza fine, traditi da una fede o dal proprio amico in “The Nun’s Pray”, strana e delirante preghiera trascinata da piacevoli chitarre distorte…
Non se ne esce integri da “The Brawl”, avvinghiante suono delle nostre città nell’epoca del post-tutto. Prendere o lasciare, i Lucertulas giunti al terzo album non suonano per chi accetta i compromessi. A tutti gli altri regalano emozioni forti e vere, racchiuse in una confezione cartonata di gran classe, con cd, vinile, disegni e chi più ne ha più ne metta.
Se non volete spendere (bene) 10 euro, mettono pure online il cd sui siti delle due loro label superindipendenti. Cosa volete di piĂą?
Lucertulas, The Brawl – Robot Radio/Macina Dischi, 2010
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