Vagando nel web mi sono imbattuto in questo gruppo di Treviso, giovane e al passo con i tempi. Sanno usare le nuove tecnologie per promuovere la loro musica senza farne una malattia e si rivelano molto rappresentativi della nostra società attuale: accanto ai musicisti fondatori c’è un giovane immigrato del Senegal dalla voce forte e calda che scrive i suoi testi. Decisamente un fortunato incontro il loro, che ha creato una miscela interessante dal sano spirito internazionale.
Nove pezzi di world music dove il rock e l’elettronica stringono la mano al soul e al rap dando vita ad un sound originale. Si respira musica nuova a partire da “My Friend”, dolce ricordo di un’amicizia, o in “Senegal” racconto poetico sull’accoglienza della sua terra (un viaggio reso ancora più denso da strumenti etnici uniti all’elettronica), o nella title-track dalla ritmica insistente (la mia coda non riesce a stare ferma) alla realistica “Strangers”, esplicita dichiarazione sulle difficoltà di lasciare il proprio paese con chitarre molto U2-style...
Suggestiva “I Love Myself” a chiudere l’album: un inno per l’oggi introdotto dal campionamento rielaborato di “La battaglia sul ghiaccio” di Prokofiev, ricco di patos e sudore. Insomma, se la società cambia e la politica si arrabatta in stupide polemiche di bassa lega, la musica si muove e arricchisce. I Marsnall sono uno dei primi esempi di società multirazziale in note. Altri ne seguiranno con gioia e il rock nel cuore.
Marsnall, Dem Dem – Autoprodotto 2009
LEGGI Intervista ai Marsnall sul Blog dell’Alligatore
VAI AL LORO MYSPACE www.myspace.com/marsnall

