North Atlantic Oscillation è un fenomeno climatico generato dalla fluttuazione della pressione atmosferica tra il sottosuolo Islandese e le Azzorre, in pratica un incontro di gelo e calore. Scelta azzeccata quella di chiamarsi così, per questi tre giovani di Edimburgo al primo cd. La loro musica è calda come il rock e fredda come l’elettronica, con una ritmica vitale e incessante.
Undici pezzi ben calibrati a partire dall’estatica “Marrow”, dal coro mistico e sensuale alla conclusiva “Ritual”, con piano, carillon, e un cantato corale da brivido. In mezzo altre delizie come la pinkfloydiana “Hollywood Has Ended”, con un perturbante theremin (almeno mi pare), “Alexanderplatz”, elettronica minimale molto Radiohead suggestiva quanto il titolo, “Some Blue Hive”, trascinante onirico pezzo con cantato dolente e un magico sax in coda, “77 Hours”, picco sbatticoda dell’album con organo, chitarre, piano in estasi.
Ancora una piacevole sorpresa dalla fascinosa label londinese KScope, per andare con gusto al di là del prog. Occhio, l’etichetta aprirà stasera, 14 luglio, il Pistoia Blues Festival con alcuni suoi gruppi, tra i quali questi interessanti e nuovi North Atlantic Oscillation!
North Atlantic Oscillation, Grappling Hours - KScope/Audioglobe, 2010
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