“Niente apparente” è ciò che vede l’uomo nel sottomarino per un gioco di riflessi e deformazioni. Ecco il perché della copertina e del titolo di questo originale nuovo cd della formazione di Ravenna. Dei buskers divertiti e divertenti capaci di creare delle melodie incantatrici, grazie anche all’impostazione della band: fagotto, oboe, corno, sax, oltre alle tradizionali chitarre e percussioni… e qualche volta la voce.
La voce, in questo loro quarto album sulla lunga distanza, c’è solo nel pezzo “Rumori di sottomarino” (una bella voce quella di Mimma, per certi versi somigliante a quella di Carmen Consoli). Gli altri dodici strumentali sono altrettanto buoni, capaci di creare immagini e suggestioni tra il fiabesco e il cinematografico.
Ascolto ”Cric” e rivedo un film di Nichetti, come nella più triste “Turchetto” rivedo qualcosa del primo Mazzacurati. C’è del circense invece ne “Il sorpasso”, ma non rivedo quel famoso cult-movie di Risi, penso semmai ad un Paolo Conte senza parole, come nella seguente “A quai”, buona per un Blake Edwards in forma. Cartoon comico per “Mi chiudo in mi”, con un fantastico dialogare di fiati che aprono ai dieci minuti sperimentali di “La val dla câna” tra vento, animali notturni, capre …e una mucca in coda.
Il cd chiude con una ninnananna delicata, varia, con fiati (sarebbe perfetta con la voce di Cisco Bellotti a cantare di gioia e rivoluzione). S’intitola “Matilde”, e sul retro del libretto interno c’informano “che nel frattempo Matilde è nata…”; ci hanno messo così tanto a creare “Niente apparente”, ma è venuto bene.
Ochtopus, Niente apparente – Ethnoworld, 2010
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