Musica e Libri
15/10/2010
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Speedy Peones
Karel Thole

di L'Alligatore

Adrenalina pura potrebbero chiamarsi un giorno gli Speedy Peones, se decidessero di cantare in italiano mantenendo il ritmo forsennato di questo loro primo cd ufficiale. Ma anche l’attuale loro nome è molto indicato, a pensarci bene: senti la velocità e l’attaccamento alla base, alle radici, alla terra (e liberta?) in Speedy Peones.

Una giostra scatenata/scatenante, questo mi viene in mente ogni volta che ascolto “Karel Thole”, acido, acidissimo e colorato omaggio stracult al disegnatore olandese delle storiche copertine Urania (tra l’altro). E pure la cover del loro cd lo ricorda, in particolare nei colori (le immagini sono un patchwork di cinema serie Z).

Veloci nell’esecuzione, come o forse più dei conterranei One Dimensional Man (non a caso in questi giorni apriranno alcuni concerti del ritorno sulle scene della band di P.P. Capovilla e soci), possono essere utili per scaldare l’autunno. Con loro si suda per tutta la durata del cd, questo è poco ma sicuro. Difficile citare una canzone sopra le altre, è un blocco unico con delle punte in “Mafia”, ottima per un B-movie di Tarantino sull’Italia di oggi, “Die Neue Kindheit”, un Joe Strummer lanciato a mille nell’iperspazio, “Bleed”, gigionesco spaccatutto romantico e quasi grunge, “Gand Arab Ok Ok”, bordello tra dramma e follia …

Bordello tra dramma e follia? Definizione perfetta per questo cd e per gli Speedy Peones…andate a vederli.

Speedy Peones, Karel Thole – Shyrec/Tornado Ride, 2010
LEGGI "Intervista agli Speedy Peones" sul Blog dell’Alligatore
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/speedypeones

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