Adrenalina pura potrebbero chiamarsi un giorno gli Speedy Peones, se decidessero di cantare in italiano mantenendo il ritmo forsennato di questo loro primo cd ufficiale. Ma anche l’attuale loro nome è molto indicato, a pensarci bene: senti la velocità e l’attaccamento alla base, alle radici, alla terra (e liberta?) in Speedy Peones.
Una giostra scatenata/scatenante, questo mi viene in mente ogni volta che ascolto “Karel Thole”, acido, acidissimo e colorato omaggio stracult al disegnatore olandese delle storiche copertine Urania (tra l’altro). E pure la cover del loro cd lo ricorda, in particolare nei colori (le immagini sono un patchwork di cinema serie Z).
Veloci nell’esecuzione, come o forse più dei conterranei One Dimensional Man (non a caso in questi giorni apriranno alcuni concerti del ritorno sulle scene della band di P.P. Capovilla e soci), possono essere utili per scaldare l’autunno. Con loro si suda per tutta la durata del cd, questo è poco ma sicuro. Difficile citare una canzone sopra le altre, è un blocco unico con delle punte in “Mafia”, ottima per un B-movie di Tarantino sull’Italia di oggi, “Die Neue Kindheit”, un Joe Strummer lanciato a mille nell’iperspazio, “Bleed”, gigionesco spaccatutto romantico e quasi grunge, “Gand Arab Ok Ok”, bordello tra dramma e follia …
Bordello tra dramma e follia? Definizione perfetta per questo cd e per gli Speedy Peones…andate a vederli.
Speedy Peones, Karel Thole – Shyrec/Tornado Ride, 2010
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