“Hey! Oh! Eh!”, il pezzo d’apertura dell’esordio dei The Orange Beach, promette bene: potenza del suono ad accompagnare un’altrettanto potente voce, che nel seguito del disco sentiremo poco (11 strumentali su 14); rock contaminato e contaminante, a tratti lisergico a tratti elettrico, sempre sul punto di esplodere.
Non a caso questi tre simpatici ragazzi di Caserta hanno colpito al cuore il mitico Mark Kramer, produttore del cd, nonché collaboratore negli arrangiamenti e vibrafono in “Barbon”, jazz psichedelico da telefilm anni ’70 dove non sai chi sono i buoni e chi i cattivi. Buoni sono sicuramente gli altri pezzi di “Fuzz You!”, capaci di farmi sbattere la coda per tutta la sua durata, con il massimo sbattimento in “Quoque tu BMW?” (se vi piace andare a briglia sciolta in auto e non solo…), il funk dei nostri giorni “Cwhawha”, l’eretica/erotica “Ghost to ghost” a tratti Rosolina Mar, la dilatata/dilatante “Fairies wear white shoes”, con intro di chitarra malinconica e poi un bel volo onirico. Gran finale virtuosistico non a caso intitolato “The Orange Beach”, come a dire: noi siamo questi tre…
Imponenti, giocosi, avvinazzati, come Jack Nicholson in un qualsiasi film di Bob Rafelson. Provate ad ascoltarli…lo rivedrete.
The Orange Beach, Fuzz You! – Second Shimmy, 2010
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