Se “How To Irritate People” fosse un concept-album sarebbe l’inquisizione spagnola in un autobus. Parola dei Transisters, gruppo situazionista del nord-est d’Italia, con i Monty Pyton e William S. Burroughs nella testa (e/o nel cuore), entusiastiche esperienze live fuori patria (quando gli intervistai sul mio blog erano appena tornati da un felice tour in Germania), voglia di torcersi e urlare.
Registrato e mixato con sola strumentazione analogica all’Inside – Outside Studio di Montebelluna, casa dei Mojomatcs (altri veneti da esportazione), “How To Irritate People” è un salto nel vuoto senza rete, una corsa sui carboni ardenti per 25 minuti e rotti. Sì, veloci come vuole la modernità , senza però dimenticare da dove vengono, visti e sentiti i loro suoni pieni di echi del meglio degli ultimi trent’anni di rock (con una loro personalità ben definita, pure).
Martellanti fin dall’iniziale “The Man From Planet X”, labirintica e molto anni ’80, conquistano con chitarre e surrealismo da gioventù sonica in “Confuse –a-cat”, stendono con l’elettronica sopraffina di “Under Control” (un pezzo molto The Jesus and Mary Chain), chiudono la partita con “The Minister Of Silly Walk”, rombante classico voce, basso, chitarra e batteria…
Tra il post-punk e il garage, tra la laguna di Venezia e il mare della musica…da prendere possibilmente vivi.
The Transisters, How To Irritate People - Scriveremale/Goodfellas, 2010
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