Un campo di colza sormontato da un’impressionante nube nerastra fa da splendida copertina al nuovo cd dei Turin Brakes. A vederla viene in mente quella creata dal vulcano islandese che ha bloccato l’Europa: un fenomeno naturale dei nostri giorni, come la musica del duo inglese, semplice pop-folk piacevole e diretto.
L’apertura “Sea Change” è soffice e apocalittica come recita il primo verso “Sei miliardi di spalle al muro …”, meditato grido ecologista per il mare e noi (significative pure le foto del libretto, tra boschi in fiamme, ghiacciai che si sciolgono, vulcani …). “Rocket Song” sembra un classico al primo ascolto con echi degli U2 più acustici e romantici, come la perfetta “Will Power”.
Tra le mie preferite metto anche “Paper Heart”, da ascoltare in una giornata di pioggia teneramente abbracciati (pianoforte caldo, cantato dolente) e “Radio Silence”, intenso pezzo sull’alienazione con un improvviso aumento del suono stordente verso la fine e delle chitarre in gran spolvero. Tutto il resto sono violini, atmosfere sospese e un folk citazionista con Simon and Garfunkel in testa.
Sono stati da poco in Italia a Milano, Roma e Ravenna. Fortunati chi li ha visti.
Turin Brakes, Outbursts – Cooking Vinyl 2010
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