Strani e indefinibili come il nome che portano (calzini all’aceto) sono la sorpresa italica d’inizio anno, anche se, a dirla tutta, sono italiani al 50% e il loro cd è uscito sul finire del 2009. Paolo Petrocelli, violino e Jordan De Maio chitarra/voce, trovatisi insieme per magia un paio di anni fa, hanno dato vita a questo omonimo esordio pop-folk-cantantuorale che incanta (e ha pure incantato il regista esordiente di “Dieci inverni”, visto la presenza di loro 5 canzoni nella colonna sonora del film accanto ad altre di Capossela).
Dodici pezzi notevoli nel loro cd dalla copertina noir, con rimandi a molti grandi del passato, ma con una personalità ben definita e un sound caratteristico. Sarà questa bella e originale presenza di archi, il mandolino, la voce di Jordan intensa e capace di giochi notevoli, sarà quest’allegria da vecchia taverna fumosa dove vieni catapultato, dove si beve del buon vino e si ascoltano storie surreali e balorde tra est e ovest, ma il disco resta dentro già al primo ascolto e non ti molla più.
Il loro sembra un progetto di largo respiro, visto le molte date in programma (anche all’estero) e la produzione della label statunitense Grinding Tapes Records, etichetta che stampa i dischi con materiale riciclato e devolve ogni dollaro dei cd venduti ad un’associazione scelta dal gruppo (loro hanno deciso per la Sacco&Vanzetti Foundation).
Sul myspace la possibilità di ascoltare tutto il cd, per poi correre a vedere la data più vicina a casa per andarli a sentire live. Se il buon giorno si vede dal mattino…
Vinegar Socks, Vinegar Socks – Grinding Tapes Records, 2010
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