L'Alligatore ci consiglia suoni diversi, per le feste. Tredici dischi, come gli apostoli dell'Ultima Cena, per cambiare disco: fuori Bing Crosby (ché quest'anno il White Christmas ci sta proprio sulle scatole...), dentro il rock (e tutto il resto). Ultima puntata!
Suz, Shape Of Fear And Bravery – No Mad Records
Scritto tra Bologna, New York e San Francisco, prodotto a Torino da Ezra con la consulenza artistica di Alessio “Manna†Argenteri (nome storico dei Casino Royale), “Shape Of Fear And Bravery†è un disco dal respiro internazionale con una forza emotiva incredibile. Lo si sente fin dall’apertura di “The Gatheringâ€, con una voce calda e carezzevole e ad accompagnarla dei bassi che pompano potenti …ma tutti gli altri pezzi non sono da meno. Uno dopo l’altro creano un’atmosfera dolce e fantastica a colpi di trip hop e drum’n’bass. Elettronica con un’anima e la voglia di dire tutto come uno scrittore al primo romanzo. Del resto questo è il primo disco solista di Suz, Susanna La Polla, giovane ma già con un passato pesante/pensante: dalla Bologna delle posse e dal punk dei Sushi A La Suntory a fianco del chitarrista e scrittore Riccardo Pedrini (Nabat, Wu Ming 5), da Papa Ricky alla critica musicale. Non si è fatta mancare nulla e in queste dieci tracce si sente. Sempre più belle “Unconditional†e “Hell is Abscenceâ€. Come si dice in questi casi: un disco che cresce ascolto dopo ascolto …
Per chi vuole crescere ascolto dopo ascolto rimanendo sempre giovane.
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista a Suz
The Philomankind, All Things Philos – Autoprodotto/AbuzzSupreme, 2009
Si può fare un disco di pop psichedelico con richiami a Beatles, Who, Beach Boys nell’anno di grazia 2009? La risposta è sì. Basta farlo con spirito giocoso, buone capacità tecniche e non prendendosi troppo sul serio. I pisani The Philomankind l’hanno capito, e giunti al secondo cd ci sono riusciti perfettamente. Lo si capisce fin dal cartonato che racchiude il disco, con quelle foto e disegni acidi, lo si capisce fin dal primo pezzo intitolato significativamente “Yogi Dananta†con Sara Piaggesi e la sua voce d’usignolo (si alternerà piacevolmente con quelle del fratello Marco e Sandro Del Carratore), l’hammond, il mellotron, il banjo… un viaggio nel tempo e nello spazio con momenti molto intensi come l’acida "Goodbye Everybody" con organo magico sul quale cade perfetta la voce della ragazza, le beatlesoniane (più versante George Harrison) “Womanizer†e “Build Upâ€, e la chitarristica “Benjamin†mooolto Figli dei Fiori mooolto The Who. Un bel colpo di AbuzzSupreme, con l’ennesima autoproduzione toscana di qualità e passione. Avanti la prossima …
Per chi i Figli dei Fiori non sono mai morti e Woodstock è dentro di noi.
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista ai The Philomankind
Valentina Dorme, La Carne – Fosbury/Audioglobe, 2009
Terzo disco del 2009 di casa Fosbury (magari ne facesse di più), terzo disco dei trevigiani Valentina Dorme, da sempre fedeli alla label del salto in alto. Una copertina molto forte con delle macchie di rosso che ti turbano e un titolo, “La Carneâ€, ispirato liberamente all’omonimo film del regista più perturbante d’Italia, Marco Ferreri (al quale è dedicata pure una traccia dello stesso cd, “Marco Ferreri†appunto, che ben rappresenta tutto l’album nel suo perfetto fondere cantautorato italico classico con un rock duro e puro). Violini di Nick Manzan e chitarre dell’onnipresente Giulio “Ragno Teatro degli Orrori†Favero (omonimo del cantante della band, Mario Pigozzo Favero), aiutano questo miracolo, oltre alla voce perfetta nel raccontarci queste storiacce del nord-est: straordinaria “Olimpiade salesianeâ€, con un testo che sarebbe piaciuto un sacco al maestro con la barbetta, impeccabile “Siracusa e le stelleâ€, perfetta canzone d’amore senza rime baciate, magica “Giulia Bentley in estate†dal surrealismo pop con tessiture d’archi ardenti. Poesia, poesia rock come la controcopertina con un immenso campo di girasoli circondati da ciminiere fumanti.
Per chi ama leggere/vedere/ascoltare storie di ordinaria follia.
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista ai Valentina Dorme
Vegetable G, Calvino - Olivia records/Venus
“Situato nella zona esterna della Via Lattea il Sole impiega circa 200 milioni d’anni a compiere una rivoluzione completa della Galassia… […] io una volta passando feci un segno in un punto dello spazio, apposta per poterlo ritrovare duecento milioni d’anni dopo, quando saremmo ripassati di lì al prossimo giro…†(Italo Calvino, Le Cosmicomiche).
Il dischetto del terzetto pugliese, sferico e lucente come il sole, impiega molto meno a girare e rigirare sul mio cd. Disco dell’anno? Sì, se è quello che ho ascoltato di più. Undici pezzi di soave pop stellare, liberamente ispirato al grande scrittore, al quale dedicano pure un testo, trascinante e romantico con l’elettronica al servizio della melodia. Oltre a questa title-track magggica mi va di citare “Starchildâ€, con archi e scampanellii vari, la quasi rock “BWâ€, con echi loureediani e lo spensierato pop pianistico di “Halâ€, ma tra cinque minuti ve ne potrei citare altre, continua a girare …
Per chi vuole rileggersi uno dei maestri del nostro Novecento e girare, girare, girare ...
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista ai Vegetable G
Buon 2010. E buona musica (speriamo) a tutti.

