In ogni storia ci sono protagonisti, eroi che diventano icone destinate ad essere ricordate negli anni a venire. E poi ci sono gli altri: persone che per decisioni imponderabili del destino finiscono ai margini. Eppure anche le loro storie sono importanti, e vale la pena raccontarle. Anche la più grande storia della musica moderna ne nasconde molte altre, che valgono la pena di essere raccontate. Anche a distanza di anni, anche a distanza di chilometri.
Stuart Sutcliffe era uno dei migliori amici di John Lennon, quando i due frequentavano il liceo a Liverpool. A vent'anni Stuart divenne il bassista dei Quarrymen, il gruppo formato dall'amico John, che pensava che nel gruppo ci volesse uno bello e tenebroso. Stu in effetti non era un bassista di quelli che cambiano la storia, ma aveva altre qualità : ad esempio, era un gran pittore. E poi, effettivamente, era bello come James Dean. Qualità che gli fece gioco proprio pochi mesi dopo, quando i Quarrymen cambiarono nome in The Beatles e partirono per Amburgo, dove erano stati ingaggiati da un club locale per suonare 48 sere di fila. Fu fra le mura lerce del Kaiserkeller che una sera capitò Astrid Kirchkerr, una giovane fotografa tedesca. Vide Stu, rimase lì fulminata. Innamorata. Per sua fortuna la cosa fu reciproca.
La storia di Stu Sutcliffe e Astrid Kirchkerr in effetti è già stata raccontata, ad esempio da un film (bruttino) del 1994 di Ian softley intitolato Backbeat - Tutti hanno bisogno d'amore. Ma qui forse trova una versione definitiva, a fumetti, scritta e disegnata da un giovane e bravissimo autore tedesco che ai tempi della Beatlesmania non era neanche un pensiero nella testa dei suoi genitori. Lui si chiama Arne Bellstorf, e il libro si intitola Baby's in Black.
Nero, come il colore preferito di Astrid Kirchkerr; nero come la sfortunata relazione con Stu. Che le ha portato immensa felicità , visto che lui ha deciso per amore di lasciare il gruppo, e preferito rimanere in Germania con lei. Ma anche immensa infelicità , perché Stu è morto giovanissimo fra le sue braccia, a causa di un ictus. Era il 1962, neanche due anni dopo il loro primo incontro, e solo pochi mesi prima che il suo ex gruppo arrivasse fino al 17° posto della classifiche inglesi con il primo singolo, Love me do.
La storia di Stuart Sutcliffe e Astrid Kirchkerr sembra scritta da Shakespeare: c'è l'amore folle, la passione, l'arte, la musica, la tragedia e la morte. Arne Bellstorf la racconta in bianco e nero, con un tratto che sembra amichevole e che sa colpire al cuore. In questo fumetto non c'è azione, non c'è spettacolo, ma c'è un sacco di anima. Chi meglio di Bellstorf, che vive e lavora proprio ad Amburgo, poteva raccontare questa storia?
Baby's in black è pubblicato da Black Velvet.

