Più che un uomo di calcio, una filosofia di vita. Questo è quello che ho sempre pensato di Zdenek Zeman, mitico allenatore, intellettuale e sportivo come pochi nel nostro mondo pallonaro (e non solo). Idea rinforzata dalla lettura del libro di Giuseppe Sansonna e dalla visione dei due dvd allegati nel favoloso cofanetto rosso-nero proposto da minimum fax.
“Zemanlandia”: cinquanta intensi minuti privi di retorica, sull’avventura del Foggia di Zeman all’inizio degli anni ’90. Con lui capimmo che un altro calcio era possibile, necessario. “Due o tre cose che so di lui”: Zeman ritorna ad allenare il Foggia nella stagione 2010-2011, dopo alcuni anni di allontanamento a causa delle sue denuncie e modi da spirito libero. Sansonna lo segue quotidianamente per tutto l’anno, offrendoci in altri 50 minuti un nuovo capitolo della sua vita partita dopo partita.
Il libro completa l’opera. Lo Zeman di ieri e quello di oggi, il suo Foggia fantasioso e atleticamente allenato, la sua cultura invidiabile e il bel calcio d’attacco, poco visto e praticato nella patria del catenaccio. Le denuncie contro il doping e le partite truccate, l’ostracismo dei potenti, da lui sempre irrisi per amore della verità . Ha ragione Giuseppe Sansonna, Zeman “sembra Clint Eastwood diretto da Kaurismaki” e la sua avventura in Italia è un gran bel film. Che continua …
Due o tre cose che so di lui – Un anno con Zeman di Giuseppe Sansonna, minimum fax 2011, pp.103
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