Piccoli fatti storici del 1908: a marzo il francese Henry Farman pilota il primo volo passeggeri della storia dell'aviazione; in ottobre si gioca il primo derby di Milano, fra il Milan e l'Internazionale fresca di fondazione (si gioca a Chiasso, però); e infine a dicembre viene fondato a Milano il Corriere dei Piccoli.
Quest'ultimo fatto, per quanto sembri (appunto) piccolo, è un momento fondamentale nella cultura popolare italiana.
Il primo direttore del Corriere dei Piccoli è Silvio Spaventa Filippi, giornalista e scrittore, e dentro il suo giornale ci sono articoli, piccole novelle e racconti per immagini: fumetti, anche se non ancora i fumetti veri e propri, quelli con i balloon che escono dalla bocca dei personaggi, storia che procedono per immagini e didascalie (scritte rigorosamente in rima baciata).
Nei primi anni del settimanale non c'è ancora il signor Bonaventura, che sarà inventato da Sergio Tofano solo nel 1917. Ma già iniziano ad affacciarsi sulla scena alcuni disegnatori italiani destinati a segnare più di una generazione del Novecento: sono Attilio Mussino, che illustra le avventure del "negretto" - lo chiamano proprio così perché ai tempi c'era, come dire, un filo meno di attenzione verso il tema del razzismo - Bilbolbul, e soprattutto Antonio Rubino, che con il tempo inventa personaggi come Lillo e Lalla, Pierino e il suo burattino e Quadratino.
Oggi i numeri originali del Corriere dei Piccoli sono roba da collezionisti, e se ne trovate qualche annata completa avete in mano una piccola fortuna. Ma per chi non vuole fare una fideiussione e lo stesso vuole godersi quelle pagine storiche, oggi c'è un bel librone che ristampa 10 numeri particolarmente significativi del corrierino in versione integrale - e restaurata per quanto possibile. Si intitola Il secolo del Corriere dei Piccoli, e l'hanno curato Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli. È un piccolo viaggio nel Novecento italiano che ci porta dai primi numeri fino agli anni Settanta, quando le cose sono molto cambiate: al posto della rima baciata ci sono i fumetti veri, e al posto dei disegnatori classici c'è gente come Benito Jacovitti, con i suoi Cocco Bill, Cip l'Arcipoliziotto e Zorry Kid.
Non è solo una questione di fumetti: Il secolo del Corriere dei Piccoli, più che una semplice antologia, è un documento storico che segue l'evoluzione della società italiana nell'arco di tutto il secolo scorso. Il Corrierino sopravvive a due guerre mondiali, alla stretta propagandistica imposta dal regime fascista, al 1968. Regaliamolo ai bambini... che tanto - anche se magari loro si annoiano - possiamo sempre leggerlo noi.

