Si legge che è un piacere, con vero gusto, nel giro di qualche ora. Veloce come i tempi che racconta, quelli di Wikileaks, e del suo fondatore Julian Assange. Si parte dal noto video diffuso su youtube e presentato alla stampa da Assange, che ha fatto conoscere al mondo la sua forza, quello che mostra l’assassinio di almeno dodici civili iracheni, tra cui due giornalisti della Reuters, durante l’attacco di un paio di elicotteri Apache americani, e si prosegue a flash, narrando il suo tempo, cioè il nostro.
Assange, giovane hacker negli anni Ottanta, da sempre attento alle nuove tecnologie, cittadino del mondo con il portatile perennemente acceso e una passione per il film “I tre giorni del Condor”, cult anni Settanta sulla manipolazione dell’informazione da parte del potere politico-economico. Non è cambiato molto da allora, a parte lo sviluppo incredibile della possibilità di far circolare informazioni.
Assange dopo questo video diffuso liberamente, diventa il nemico pubblico numero uno, da censurare, al quale tagliare i fondi, delegittimare, incarcerare, far diventare un mostro. In suo soccorso arrivano dei libertari svedesi, che gli offrono soccorso e un grande server per proteggere i suoi dati, ma proprio a Stoccolma viene incastrato da una donna, che lo accusa di stupro.
Il libro narra tutto in modo leggero, volando tra un fatto e l’altro, intervallando i ricordi dell’infanzia e della giovinezza da hacker. Già , perché Assange è prima di tutto un hacker, e come ricorda la citazione in copertina, fedele ad una certa etica: 1. Non danneggiare il sistema che violi; 2. Non alterare le informazioni; 3. Diffondile.
Dario Morgante/Gianluca Costantini, Julian Assange - dall’etica hacker a WikiLeaks – BeccoGiallo 2011, pp.144

