Tintin è da oggi protagonista di una grande saga cinematografica hollywoodiana, firmata da Steven Spielberg e Peter Jackson. Quel ragazzetto strano, il giovane reporter - ma chi l'ha mai visto scrivere una sola riga, poi - sempre ben vestito e con i capelli all'insù, oggi è un eroe.
Ma la storia di Tintin è ben più lunga delle due ore che ci metti a vedere Il segreto dell'Unicorno. Eh già, il ragazzo non sembra invecchiato ma è in giro da ottant'anni e più. Da quando il giovane disegnatore belga Georges Remi - detto Hergé - lo disegnò col tratto ancora incerto dei suoi vent'anni e lo propose a un quotidiano cattolico di Bruxelles, Le vingtiéme siécle. Era il lontano 1929, l'inizio della storia di uno dei fumetti più popolari del Novecento, con centinaia di milioni di copie vendute in tutto il mondo. E poi riedizioni, merchandising, adattamenti per la televisione, cartoni animati.
Per il pubblico di lingua italiana però Tintin è un mito minore, rispetto alle terre francofone e più in generale a tutta l'Europa settentrionale. Forse anche perché ha avuto una storia editoriale non proprio lineare, e ultimamente era diventato complicato procurarsi gli albi. Adesso però è arrivata un'edizione definitiva, che in otto volumi raccoglie tutte le 23 storie scritte e disegnate da Hergé, più una di cui esiste solo lo storyboard. (Ecco, quell'ultima lì diciamo che è un po' per completisti...)
E allora, cosa significa leggere Tintin per noi del 2011? Significa ritrovare avventure dal sapore antico e, diciamolo, spesso pure più interessanti come reperto di un'epoca andata che non per le emozioni che sanno offrirci. Del resto, parte del fascino di Tintin stava anche nel racconto di paesi lontani: oggi che il mondo ce l'abbiamo a portata di clic, bè... è chiaro che non è più la stessa cosa. Però rimane non solo l'incredibile perfezione del disegno di Hergé, che fa veramente stropicciare gli occhi, ma anche la forza immaginativa di alcune sequenze fantastiche che non hanno niente da invidiare a Alice nel paese delle Meraviglie o ai classici della fantascienza. E poi un cast di personaggi che, nell'insieme, sono diventati un'icona dell'immaginario popolare mondiale.
Il fumetto di Tintin non è solo per i bambini, e per i nonni che già lo conoscevano. È un pezzo di storia del Novecento, che possiamo goderci anche noi, uomini del ventunesimo secolo. L'importante è non credere di trovarsi davanti una specie di Indiana Jones. Per quello, forse è meglio chiudere i libri e girare lo sguardo verso lo schermo.
Le avventure di Tintin sono pubblicate - in 8 volumi - da Rizzoli Lizard.

