Super Mario Bros, Zelda, Street Fighter, Monkey Island, Tetris, Command & Conquer, Civilization, Pro Evolution Soccer, The Sims, Tomb Raider, Metal Gear Solid, Resident Evil, Final Fantasy, God of War, Assassin's Creed, Call of Duty. Fra i titoli appena citati, è molto probabile che ne abbiate almeno giocato uno, ma forse ancora di più che ne abbiate amato più di uno. Chi oggi ha trent'anni ha vissuto tutta la vita in compagnia dei videogame: la prima generazione. Per chi era bambino nei primi Novanta, l'incontro con i giochi elettronici è stata una specie di folgorazione. La stessa che colpisce il protagonista di Level Up, il primo romanzo a fumetti che racconta la passione divorante per i giochi.
Dennis Ouyang è un ragazzino di origine asiatica in America. I suoi genitori sono convinti che studierà , si laureerà e diventerà un medico, ma il piccolo ha idee piuttosto diverse, soprattutto dopo aver incontrato Pac-Man (nel senso del cassone con schermo e joystick, mica del pillolone giallo in persona). A metà anni Ottanta Dennis scopre l'esistenza del videogioco, e questa epifania cambia radicalmente la sua vita. Per i vent'anni successivi, Dennis combatte, stretto fra il senso del dovere che i genitori gli hanno inculcato e la voglia di mollare tutto per, semplicemente, giocare. Passione VS. senso di colpa: un classico per chiunque, no?
Questa storia che è un piccolo, classico romanzo di formazione, l'ha scritta un autore anche lui - come il protagonista - giovane, americano e di origine asiatica. Si chiama Gene Luen Yang, ed è un tipo interessante: non solo perché ha già vinto un sacco di premi e venduto un bel po' di copie in America, ma anche perché è anima di un gruppo di disegnatori poco più che ventenni e molto attivi che si muovono nella zona della Bay Area di San francisco. E proprio a uno di loro, Thien Pham, ha affidato il compito di illustrare Level Up. Ma la storia è tutta farina del sacco di Yang, che in un'intervista a Wired ha rivelato che quella storia ha molto, moltissimo di autobiografico. Ma insomma, non c'era neanche bisogno di dirlo.
Level Up è un libro - a fumetti - che offre al lettore molte cose insieme: primo, un diario personale con cui è facile identificarsi; secondo, una storia che parte semplice e poi sconfina nel magico e nel fantastico; terzo (ovviamente), il primo romanzo di formazione destinato esplicitamente alla generazione cresciuta col joypad in mano. Se non altro, un segno dei tempi.

