In copertina dei bambini con un professore sulla bici, sostenuti da un bel registro di classe. Un disegno dell’amico Altan, che ben rispecchia questo ennesimo libro di Rigatti sulla/per/con la bicicletta. Rigatti è un professore con la passione della bicicletta, e questa sua “malattia” cerca di insegnarla a scuola. Arduo, nell’epoca gelminiana, ma lui ci prova e per questo è da ammirare.
Una delle possibili liberazioni dalle bruttezze del mondo, anzi, la salvezza della nostra società , viene dalla bici, e lui lo sa. Insegnandolo ai più piccoli fuori dalla retorica e con la pratica, si è a buon punto. Pronto a dispensare consigli sulle due ruote con le sue esperienze e i suoi libri (quasi tutti editi da Ediciclo), Rigatti è solito organizzatore gite a pedali fatte seguendo ogni minimo dettaglio e raccontando singoli episodi, divertenti o curiosi, per farne tesoro.
In questo libro narra di alcune gite in bici con le sue classi (scuole medie), tra burocrazie, presidi favorevoli e presidi contrari, colleghi idem (non tutti, comprensibilmente, accettano di fare una gita così, con certi elementi non controllabili), genitori a volte preoccupati, a volte partecipi. Di solito sono gite di un paio di giorni, tre al massimo. Circa 70 km in tutto, aiutandosi con l’amico treno: Carinzia, Ferrara, Aquileia.
In dieci anni di gite, non è successo mai nulla di grave (a parte qualche furto di bici, trattorie chiuse e per lunghi tratti niente da mangiare, tanti, tanti, acquazzoni), e l’esperienza sportiva unita al discorso culturale è sempre riuscita. Riuscirà anche ora, con le riforme (o presunte tali) della Gelmini? Una domanda che pesa sul libro, scritto in questi ultimi anni. Di sicuro Rigatti non si arrenderà .
Se la scuola avesse le ruote
di Emilio Rigatti
Ediciclo editore, pp.174

