“Una vita low cost” di Marco Mengoli (ed. il Ciliegio, 15 euro) è un prontuario divertente, ironico e tagliente – talvolta anche assurdo – sulle opportunità low cost nel panorama italiano dei consumi. C’è chi pensa, sbagliandosi, che il low cost si possa ridurre esclusivamente all’acquisto di un volo ryanair (o easyjet, o transavia o ecc) sul classico sito, con carta rigorosamente ricaricabile.
Non è così: per ogni settore dei consumi (anche il sesso a pagamento, sì) c’è un corrispettivo a basso, bassissimo prezzo (prestazione di donna cinese a 5 euro, meno di un Martini bianco al banco - forse è troppo aggiungere che non ti manda in bianco?).
Ma qual è la filosofia del low cost? Potremmo dire che il principio è che anche se non sono ricco sfondato posso avere tutto quello che ha uno ricco e sfondato, almeno a livello di consumi: la cena fuori, la vacanza in un posto da sogno, la macchina bella (car sharing). Questo a un livello teorico. In verità il manuale di Mengoli declina la sua analisi anche sul semplice “risparmio” sventando tutti quegli specchietti per le allodole, fatti per attirare il grande pubblico, che portano l’etichetta commerciale “low cost” ma che in verità non hanno nulla a che fare con questo ma che anzi, sono delle vere e proprie imposture.
Nello specifico…
Lo scrocco è il benvenuto: assaggini al supermercato, uso e abuso dell’aperitivo “ricco”, possibilità di provare un’auto per una settimana. Non si tratta di vero e proprio scrocco: si tratta di utilizzare, senza troppi sensi di colpa, ciò che la vita – o meglio, i venditori – ci offrono. Alla lista di Mengoli ci permettiamo di aggiungere, per le donne, i campioncini di make up, creme, cremine e profumi – che oltretutto hanno le giuste dimensioni richieste dalle compagnie aeree (low cost) per il bagaglio a mano. Poi, per tutti, gli acquisti di gruppo, attraverso i portali di groupon per offerte di tutti i tipi e l’italiano getbazza per offerte che riguardano ristoranti e nightlife, sono vera e reale fonte di risparmio, a patto di saperli usare senza farsi prendere dalla foga consumistica.
La casa: affitti altissimi? Mutui insostenibili per buchi malmessi in centro? Avete mai pensato a una casa ecosostenibile? Questo fa Mengoli e questo ci consiglia: bollette ridotte, zona tra centro e periferia e salute dell’ambiente. Un investimento che a lungo termine rivela i suoi aspetti positivi.
Sesso e amore low cost. Il sesso è facilissimo. Varie sono le possibilità di amore a pagamento per poco più del costo di brioche e cappuccino, tutte visionabili sul web; anche a volersi spostare, ci sono dei veri e propri centri in cui si consuma as much as you can – certo, bisogna amare il genere. L’amore, quello vero, secondo l’esperienza di Mengoli, sembra più complesso. L’approccio è geniale: per risparmiare lo si fa in coda, dal benzinaio, ed è semplice e diretto:“Ciao, vuoi uscire con me?”. Prima o poi qualcuna ci sta. Il guaio sembra venire dopo le prime uscite: quando la donna comincia a stancarsi di cenare a casa e, con la fame di consumo, richiede la cenetta fuori, i gioielli e quant’altro. Forse non è possibile l’amore low cost? La conclusione di Mengoli è: “Del resto, si sta benissimo anche da soli. Anche perché si è una coppia al 50%, Perciò una vera coppia low cost”.
Libera professione. Anche diventare libero professionista, come il “ciappinaro” (colui che fa i lavoretti in casa) sembra essere una passeggiata: avviata l’attività con un gruppo di esperti di marketing e comunicazione (low cost), preso un furgoncino a metano (low cost), saper riadattare e risistemare in tempi di crisi da consumismo selvaggio (si era abituati, al primo graffio a gettare e ricomprare), è una vera e propria dritta. Quanto alla formazione, il nostro Mengoli ha imparato il mestiere per mezzo di manuali e videocorsi reperibili sul web. Incredibile eh?
Altri sono i capitoli del libro: spesa, mangiare, vacanza, hobby e sport, risparmi, specialisti e … funerale. Il succo, dopo un’esperienza di vita low cost è questo: “Low cost non significa assolutamente scadente. No, neanche per sogno. Low cost è sinonimo di rispetto, di consapevolezza e di responsabilità ! Ma anche di intelligenza.”

