Musica e Libri
08/03/2011
Da leggere: Viva tutto!
La letteratura vista dalla Smemo. Recensioni di libri e fumetti: carta, cartoni, cartoncini...

di Olga Mascolo

Abbiamo letto per voi Viva tutto! il carteggio tra Franco Bolelli e Lorenzo Cherubini/Jovanotti che accompagna l’ideazione e la composizione del nuovo album “Oraâ€.

Identità
Sicuramente inserito nel contemporaneo, Jovanotti lo conosciamo tutti come cantautore hi tech: iPad, sito sempre aggiornato, Facebook alla mano, Twitter e compagnia bella. Insomma, uno di noi.
Franco Bolelli, lo definiamo filosofo pop, dando il giusto calibro all’aggettivo. Pop significa stare al passo, fare un buon uso del passato, spolpandone il meglio senza nostalgie o esotismi romantici. Un presentista, diremmo. E lo dice anche lui, nel libro. Chissà però se mi passerebbe il termine. In ogni caso, un creativo.

Il carteggio
Nome antico per parlare di cose moderne: per carteggio si intende scambio di mail, non certo uno scambio cartaceo. Viva Tutto! è, come dice il titolo, un discorso su tutto lo scibile e il disquisibile umano.
Si comincia da una domanda, il libro è la risposta.
L’overture è di Lorenzo, che propone al suo interlocutore un questionario, con domande tipo “Come si fa a non diventare un riferimento generazionale punto e basta?†“Come si fa a buttarsi alle spalle il peso seducente di un successo?†“Chi è oggi l’artista pop?â€. Domande che raccontano la storia di Lorenzo, un artista che ha cominciato come dj, che è diventato famoso per pezzi disimpegnati in chiave rap, che sono stati ritratto di un’epoca e che ci hanno divertiti. Per quanto Jovanotti voglia rinnegare il suo passato (o così ci pare quando dice che gli adolescenti di oggi non conoscono i suoi primi dischi), noi, generazione 80’, consigliamo caldamente di non farlo.
Il fil rouge che attraversa il libro è l’attuale, in tutte le sue sfaccettature: come affrontarlo come artista, come riuscire a essere se stesso - un sé in evoluzione – nello stare ai passi coi tempi, come coniugare la creazione artistica con il divenire. Una risposta universalmente valida sembra essere il motto di Steve Jobs: “Stay hungry stay foolishâ€.
E poi veramente, si parla di tutto: il sogno, la cultura pop, il femminile e il maschile, il mito americano (New York e California), si assiste al processo di costruzione del disco di Lorenzo (quant’è faticoso? Come avranno fatto i Beatles a sfornare 2-3 album all’anno?)

Quel che ci è piaciuto del libro
Le canzoni di Lorenzo sono liste: “Se fosse per me scriverei solo canzoni che sono un elenco di immagini, e non si puòâ€.
Le canzoni nascono in pista: “Ogni volta che faccio musica ho in mente la pista di un locale.â€
Oblio e memoria ai tempi dell’iPad: “A volte schiaccio il tasto ‘vuota il cestino’ con una certa allegria e una specie di fede nel fatto che quello che conta ai fini della mia evoluzione personale e degli altri da qualche parte si conserva, e se non si conserva non serviva.â€
California vs Europa, secondo Bolelli: “Lì non c’è, non è mai nato e non è mai dilagato il concettualismo, né Freud né lo strutturalismo, né tutte le artificiose elucubrazioni devitalizzate. Tutto quello che non è vitale, in California non funzionerà mai.â€
Facebook e l’indie rock: “Ormai, con i social network che hanno modificato la percezione della realtà nessuno più vuole essere mainstream e sta bene attento a non camminare mai nella ‘via principale’, quella con i grandi negozi e con le sale giochi e i fast food perché gli va benissimo starsene lì dove hanno il loro pubblico di riferimento. Ma così non ci sono più le grandi canzoni e il mainstream se lo pappa tutto Lady Gaga.â€

Lorenzo Cherubini, Franco Bolelli
VIVA TUTTO!
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