Intendiamoci, non è che non mi piaccia la saga di Cars. È che l'ho sempre trovata un po', come dire, inquietante. Cars presenta agli occhi dello spettatore un mondo in cui tutti i mezzi di trasporto - auto per prime, ma anche navi e aeroplani - sono dotati di coscienza e personalità. Questo mi ha portato, inevitabilmente, a chiedermi: ma dove sono finiti gli uomini? Non è che c'è stata tipo la rivolta delle macchine, e quelle ci hanno sterminato tutti? Ovviamente non esiste risposta a questa domanda, ma anche avvicinandomi a questo Cars 2 sentivo una punta di inquietudine... Per fortuna è sparita non appena è partita la sequenza iniziale.
Cars 2 non è un cartone animato qualsiasi. Perchè è firmato dalla Disney Pixar, vale a dire la casa di produzione che ci ha regalato capolavori su capolavori (animati) nell'ultimo quarto di secolo. E qui cito solo Up, Ratatouille e Toy Story 3 per amor di brevità. Cars 2 non è un cartone animato qualsiasi, anche perchè è un grande film d'avventura; di piu', una spy story (o sarebbe meglio dire una riuscita parodia delle spy story). Dunque, aspettatevi un numero 2 che regali molta piu' azione e spettacolo rispetto al primo capitolo della saga. Purtroppo però, anche molte meno emozioni rispetto a quelle a cui siamo stati abituati dalla Pixar: manca la capacità di affascinare non solo i piccoli (a cui il film rimane dedicato, per carità) ma anche gli adulti.
Cars 2 è un parto diretto della fantasia di John Lasseter, fondatore, animatore capo della Pixar e figlio di un ingegnere della Chevrolet. Uno che davvero ama le auto. E uno che mette sempre al centro dei suoi film una specie di strano animismo, in cui tutti gli oggetti prendono vita. Succedeva con i giocattoli in Toy Story, succede con le macchine in Cars.
Qui, in particolare, l'auto al centro della vicenda è Carl Attrezzi detto Cricchetto, il carro attrezzi pasticcione che nel primo film della serie era solo una spalla per il protagonista, l'auto da corsa Saetta McQueen, e in questo numero 2 viene buttato sotto le luci della ribalta. Il che inevitabilmente moltiplica i momenti di pura comicità demenziale.
Cars 2, con le sue sequenze da videogame, la colonna sonora incalzante ed eccessiva e l'aspetto davvero curatissimo, non è certo una pellicola che possa lasciare indifferenti. Peccato per il risultato un po' meno straordinario, dal punto di vista emozionale, rispetto all'altissimo standard Pixar.
In compenso, dopo aver visto il film ho trovato la risposta alla domanda che mi tormentava: dove sono finiti gli uomini, nel mondo di Cars? Bè, non ci sono mai stati. Perchè John Lassseter ci fa vedere il mondo con gli stessi occhi di un bambino che gioca con le macchinine nella sua stanza: magari le fa saltare, volare e parlare, senza bisogno di troppe spiegazioni. Vale la pena, in ogni caso, di fermarsi ancora un paio d'ore a giocare.

