Laradura come Lara dura, una donna indurita dalla vita, o come la radura, terreno privo di alberi in mezzo ad un bosco, o come l’ara dura, il lavoro duro dei campi. Insomma, suggestioni aride e senza speranza nel nome della band, che però non trovano riscontro in questo loro secondo cd, ricco di parole e non certo rassegnato.
Si parte con una canzone da nuovo rock italico con chitarre splendide, “Andate in pace”, chitarre che sembrano volare nel secondo pezzo, ritmico e romantico, “In ombra”, mentre nello strumentale acido “Tony Cascella” salta fuori un organo celestiale ... Si capisce subito di che pasta sono fatti questi quattro giovani musicanti del sud Italia trasferitisi a Bologna per suonare. Senti il divertimento in queste prime tre chicche e la capacità di andare al di là della semplice canzonetta.
Testi stupendi come “Altrafaccia”, acid(quasi jazz) sull’essere giovani oggi, grande omaggio a Garcia Lorca con “Notte verde” dove si libera una chitarra acustica su cantato corale, “Chiaroscuro” con pieni e vuoti a chiudere degnamente un album impeccabile.
E pensare che le registrazioni al Lotus studio di Gianluca Lo Presti e Lorenzo Montana (da dove è “uscita” pure Simona Gretchen) erano partite sotto i peggiori auspici: bufera di neve e uno della band al pronto soccorso causa virus …ma tutto è stato superato ed ecco pronto il cd “Senza fine”.
Laradura, Senza fine – Red Birds Records, 2011
LEGGI "Intervista ai Laradura" sul Blog dell’Alligatore
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/laradura

