Un disco sincero, intimo, diretto questo primo cd solista di Mezzala, nome d’arte scelto non a caso dalla voce dei Numero6. Grande appassionato di calcio, promessa mancata, dicono le note stampa (ma lui sminuisce), sfumata l’opportunità nel mondo del pallone riceve in regalo dal padre una Fender Telecaster custom, e con lei comincia a scrivere canzoni. Non ha più smesso, per nostra fortuna.
Canzoni fatte di tante parole e melodie pop-rock con un tocco originale, decisamente suo. Accordi semplici, accenni al mondo del calcio a partire dal titolo. “Il problema di girarsi” infatti, è una delle frasi storiche di Bruno Pizzul, mito vivente (anche se qualcuno anni fa annunciò per errore la sua scomparsa), di un calcio che non c’è più, come del resto la mezzala.
Dodici pezzi più una ghost-track decisamente compatti. Si parte con “Ritrovare il gol”, pop con chitarra romantica e una tromba quasi jazz (da sigla delle domeniche del calcio?) e si finisce con “Rocker carbonaro”, inno ritmico/ironico, sulla vita da rocker (indipendente). In mezzo ricordi personali, momenti amari e altri divertenti, la vita al tempo del web, e poi “Un progetto come un altro”, canzone mitica, senza tempo, costruita come un film (classico l’argomento, quello di una rapina in banca), con la voce ispirata, la chitarra perfetta e tutto al posto giusto.
Notare la copertina, scatto rubato dalla fidanzata in una camera d’albergo in Portogallo, che dona un ulteriore tocco di autenticità a “Il problema di girarsi”. Facciamolo girare.
Mezzala, Il problema di girarsi – Urtovox Records/Audioglobe, 2011
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