Sentivo il bisogno di un di un disco così: pop ma non troppo, e poi sincero, con un sacco di bei nomi dell’underground italico, rock e indignato senza essere qualunquista, insomma un disco pensato nei minimi particolari da quella gran testa de il N.A.N.O. (non altered niche organism), che apprezzo e seguo dai tempi dei c|o|d (ha sempre amato gli acronimi).
Apre “Yâ€, un incontro di voci con Pacifico a cantare di amore e rivoluzione, segue “Il buioâ€, altro incontro di voci, con Sara Mazo (ex Scisma), che fa scintille e poi arriva Max Collini a declamare alla sua maniera un “Testacoda†(ritornerà più avanti nella riflessiva “Il nuovo meâ€, dove la sua poetica sembra fondersi alla perfezione con quella del N.A.N.O.).
Ottima è “Cuoricinoâ€, felice, pop, con certi versi a disegnare un’epoca, sarebbe perfetta in un film di Moretti. Notevole il passaggio di Federico Fiumani, ben calibrata la polemica contro il tradimento del ’68 “Io accuso†(con la voce del cantante trentino passata per un amplificatore di chitarra per renderla somigliante a quella di Pasolini, incredibile), toccante “54Gâ€, forse il pezzo più intimamente suo, con il piano e le chitarre ad accompagnare l’emozioni del testo.
Un disco fatto di canzoni. Dodici splendide canzoni (ne aveva registrate 21) per raccontare l’amore malvagio, oggi, in Italia. Una delle più belle sorprese di quest’anno. Questo è un N.A.N.O. che resta.
N.A.N.O., I racconti dell’amore malvagio - Fosbury/Filoalto/Audioglobe, 2011
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