Da Torino, altra città musicalmente molto viva in questo periodo, forse un po’ a parte, come da tradizione della prima capitale italica, questo nuovo cantautore ironico, con delle idee musicali per nulla banali, con un’ottima preparazione per fare molte cose. Nato come batterista, appassionato ed esperto di elettronica, dimostra, con questo cd autoprodotto di sapere giocare bene con le parole e la tecnologia.
Dieci pezzi, tutti centrati, più una divertente/divertita ghost-track nella quale mostra tagli delle canzoni, come gli spezzoni di un film alla fine di certe commedie. E anche il disco di Paolo Rigotto è una commedia, agrodolce, da cantautore degli anni uno.
“Cronofilia (Canzone per Berta)”, ritmica alternative-disco apre con alte riflessioni filosofiche sul tempo, mentre nel secondo pezzo “Integrazioni”, troviamo giochi di parole alla Elio e le Storie Tese e nel terzo, “Male che vada” sarcasmo a piene mani su di un tappeto sonoro complesso. Un musicista completo Paolo Rigotto, capace di sporcarsi anche con la cronaca/politica come nella femminista “Madama Dore’” in parte ispirata alle amiche del presidente del consiglio attuale, o nell’iconoclastica “Il capo”, dal testo e dalla musica impeccabili (si sente che sono ritornati i capi). Geniale “Scheda madre” tra Frank Zappa e i suoni dei nostri pc.
Attendiamo il prossimi disco, già pronto, in attesa di una label. “Datemi un’etichetta, ma non etichettatemi”, questo il suo appello che faccio mio…
Paolo Rigotto, Corpi Celesti – Autoprodotto, 2010
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