I/le Sarah Schuster, suggestivo nome d’impatto dell’underground italico, hanno da poco fatto uscire il loro secondo cd ufficiale, altrettanto suggestivo e d’impatto. A partire dalla copertina, dura e tenera allo stesso tempo, metafora delle rock-band e perfetto vestito per questo cd, in “Possibilities” si respira aria nuova: più verso il folk rispetto agli inizi, con una maggiore cura per i testi e la celestiale voce di Daniela in evidenza.
Nove tracce per una trentina di minuti intensi come raramente succede. Si parte con “Deep Lakes” e il cd decolla di botto: voce, chitarra acustica, armonica, poi arriva Giovanni Ferrario con la sua chitarra a dare elettricità a questa ballata. C’è il suo zampino anche nel secondo pezzo “Look In The Mirror” (l’ha scritta assieme al gruppo) e compare pure l’altro ospite di grido, Andrea Rovacchi, voce. “Bordeline Love Affair” segna l’ingresso dell’organo (lo suona Rovacchi), che accompagnerà altri pezzi senza strafare, ma dando il giusto equilibrio… e poi maracas, ovetti, cembalo, nacchere, per il ritmo (niente basso, ma non se ne sente la mancanza).
La title-track, scartata dall’album d’esordio, si rivela un pezzo affascinante, dilatata/dilatante, ottima per un film di Wenders anni ’80, “Erasmus” è puro rock, giovane e rabbioso, mentre la chiusura “Ghost Animals”, con animali selvaggi che martellano il terreno, “delicati come la neve e forti come il ghiaccio”, è un pezzo da sogno con tre chitarre e ancora l’organo; questo brano è in gran parte ispiratore della copertina con gli animali nella neve.
Canzone finale e curatissimo booklet mi ricordano Nick Cave, ma il terzetto vicentino non ha bisogno di paragoni ingombranti. Cresce bene da solo, con amici fidati e ottima inventiva. Segnatevelo sulla vostra smemo.
Sarah Schuster, Possibilities – Gattorosso/ABuzzSupreme, 2011
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