Questo non è un semplice cd, ma un doppio album pieno di sorprese magniloquenti, direttamente dal leader dei Porcupine Tree. Avrete dunque subito capito, si parla di prog-rock, qui al massimo della sua potenza ed espressività , grazie anche alle moderne tecnologie (non solo per la musica, ma anche per le immagini: seguite l’apposito sito multimediale e capirete).
Il primo cd si apre con il pezzo che ha dato il nome all’intero progetto “Grace for Drowning”, con fantastico intro di piano e voce soave, un piccolo ritratto a tinte pastello che è solo un antipasto. Infatti il seguito è costituito da pezzi di sette e otto minuti, con sempre il piano protagonista, ma anche flauti, chitarre acide, violini, inserti di elettronica sopraffina fino al vertice “Remainder the Black Dog”, progressive-jazz con un sax inesorabile, un brano che farà felici i fans dei King Crimson.
Nel secondo cd trovano spazio maggiore le chitarre, a partire da quella acustica dell’apertura “Belle de Jour”, strumentale liquido e malinconico, da film, quella cattivella della psichedelica a tratti hard “Track One”, quella distorta di “Raider II”, ventitré minuti e rotti di un viaggio allucinato tra silenzi tenebrosi e luci splendenti con le tastiere che ritornano protagoniste assieme ai flauti e ad una certa elettricità nell’insieme.
Un disco con la testa ben piantata negli anni Settanta, ma (stra)fatto oggi.
Steven Wilson, Grace For Drowning – K Scope, 2011
VAI AL SUO SITO http://www.gracefordrowning.com/

