Chi: Roger Waters
Dove: Milano, Forum
Quando: 4 aprile 2011
Organizzazione: D'Alessandro & Galli
Andrea non lo aveva capito, The Wall.
Sono andata a vedere Roger Waters, ebbene sì quello dei Pink Floyd, quello di The Wall, quello quello. Che ho ascoltato cento volte quando ero una ragazzina ma mica lo capivo: io lo ascoltavo, ma manco conoscevo l'inglese, che nel mio paese si studiava il francese. Io lo ascoltavo perché i maschi fighi più grandi rappresentanti d'istituto lo ascoltavano, e sembravano pure capirlo. Io lo ascoltavo, ma ancora non sapevo nulla del mondo a 14 anni, facevo finta con la kefiah, ma che ne sapevo io della guerra, dell'alienazione, della lotta che inizia dalla testa. Io non sapevo nulla di nulla… e stavo così bene!
Ma lunedì ho ascoltato dal vivo Roger Waters… a 32 anni… dal vivo, mica più nella musicassetta che mi aveva fatto Andrea di Frosinone con le canzoni in ordine sparso. E a 32 anni ho capito che manco Andrea, con le canzoni messe a casaccio, aveva capito un tubo di The Wall. Certo, se lo avessi capito allora che Andrea non era così rock come mi sembrava e che The Wall aveva un ordine preciso gli avrei detto da sbruffoncella e finalmente sicura di me, senza manco dover fumare una sigaretta per sembrare più grande, gli avrei detto a 14 anni: "CARO ANDREA, L'ATARASSIA PARREBBE L'UNICA VIA DI FUGA, MA LA CONDANNA SOCIALE SARA' L'ABBATTIMENTO DEL MURO…". So che Andrea mi avrebbe guardato muto, non avrebbe capito un cacchio, ma avrebbe pensato "Dio che bona (si dice così nel centro Italia) questa brufolosetta". E invece Andrea non sa manco che io l'ho visto dal vivo Roger Waters e se qualcuno di voi che sta leggendo queste righe conosce Andrea di Frosinone che faceva cassette di The Wall a casaccio, gli dica per favore che innanzitutto non ho più i brufoli e che quelle canzoni a casaccio messe in un ordine preciso compongono una storia importantissima:
-" la storia di un ragazzino inglese Pink“
-al quale muore il padre in guerra,
-crescerà turbato da una madre troppo presente,
-vedrà gli orrori della guerra,
-si sposerà con una donna che smetterà di amarlo,
-si alienerà sempre più fino a costruirsi un muro (Andrea, ecco che era 'sto The Wall!),
-fino a lasciarsi andare a un "Comfortably Numb"
-che non durerà a lungo perché… "The show must go on" (nella musicassetta Andrea mi aveva messo quella dei Queen, facendomi credere che Freddy Mercury fosse Roger Waters travestito)…
-e allora via al process, the trial: l'accusa sarà quella di aver ostentato sentimenti quasi di natura umana… la condanna: l'abbattimento del muro per tornare in società …
-… per tornare "outside the wall"
"Isn't this where…" FINE
Certo… a questo punto Andrea secondo me avrebbe ridotto tutta la magnificenza di questo capolavoro a un: "Ma è un musical che parla di uno con un sacco di sfiga che gli viene un sacco d'angoscia"… e forse avrebbe pure avuto un po' ragione Andrea… se non fosse stato, a questo punto lo so, un cretino.
E finalmente, andando a questo meraviglioso concerto ho capito che:
Roger Waters non è Freddy Mercury;
che la tecnologia è andata così avanti che ai concerti non si usano più gli accendini ma i cellulari per fare le lucine (chi lo sa se arriverò a vedere il cellulareaccendino un giorno?);
che il mondo, se qualcuno te lo racconta in modo serio, è pieno zeppo di tristezza, ma almeno lo sai;
che è possibile che pure mentre uno ti sta cantando di morte e depressione con scenografie che ti avvolgono l'anima… c'è sempre qualcuno che mangia pop corn, per me simbolo di spensieratezza;
poi ho anche capito che il francese serve a poco, soprattutto a un concerto di un inglese;
che le mamme a volte sono la rovina dei figli, ma forse solo un figlio rovinato ti diventa un artista vero;
che pure uno che era una rock star dei Pink Floyd ha avuto donne che gli hanno dato qualche problema;
e ho capito la cosa più spaventosa: che un album, scritto nel 1979, che parlava soprattutto degli orrori della guerra dei potenti, sia nel 2011 attuale. Solo questo, a ben pensarci, decreta un po' il fallimento del mastodontico e profondo messaggio che voleva trasmettere…

