Etta Scollo, Cuoresenza
Che voce, pensi subito a questo appena inizia a girare il disco. Un disco fatto di interpretazioni di grandi classici della nostra canzone dâautore (e non solo), col piglio di un cd di inediti. Etta Scollo, cantautrice siciliana di stanza in Germania, le ha fatte sue, e non era facile. Leggete solo alcuni titoli e capirete cosa dico.
âCanzone dellâamore perdutoâ in una versione impeccabile, con ârecitazione a togliereâ, riesce a rendere il testo di De AndrĂŠ ancora piĂš intenso, âLa curaâ di Battiato, lirica, da mandare a memoria, con archi e un bel piano dietro, âDer Novakâ in tedesco, ti trascina in un fumoso cabaret come una biondissima femme fatale (mi ha detto di aver fumato per entrare meglio nella parte). Prima di questo canta in perfetto dialetto veneto âNina ti te ricordiâ, pezzo piĂš noto di Gualtiero Bertelli, cantautore veneziano dâimpegno, e ritorna bambina con âLa donna ricciaâ di Modugno. Poi Jannacci, Conte, âSe telefonandoâ di Mina âŚ
Un album molto pensato, però fatto di slancio. Lâesigenza di riprendersi dalla fine di una lunga relazione sentimentale è stata la molla. In mano ad una professionista dotata di voce e cultura musicale amplissima, ha trovato la sua perfetta realizzazione. Brava, bene, ancoraâŚ
Etta Scollo, Cuoresenza â Trocadero, 2011
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Fabrizio Cammarata & the Second Grace, Rooms
Torna Fabrizio Cammarata e il suo gruppo, torna con un cd dal sapore internazionale però allo stesso tempo intimo, al pari del titolo dal doppio significato: âRoomsâ come le stanze dâalbergo dove ha girato per fare questo cd (una sorta di road-movie in musica), ma anche come le stanze della sua mente/anima. Grande/piccolo, privato/personale, convivono bene.
Dieci perle folk-rock a partire da âAll I Knowâ, voce e chitarra dylanianti, a âHighlake Bayâ, intima e struggente per chiudere degnamente il disco (Ada Merini citata sulla copertina avrebbe gradito). In mezzo un disco compatto, con tutti potenziali singoli, tra i quali segnalo âMe And The Rainâ, con un favoloso organo blues in coda (sarebbe stata perfetta nella colonna sonora de âIl grande freddoâ), lâintima e sofferta âDown Downâ con archi e voce alla Nick Drake, âAberdeen Laneâ, pop magico che sale nel suo scampanellio.
Un concept-album sulla solitudine, lâha definito alla fine Fabrizio intervistato sul mio blog. Vero ma paradossale, se si pensa a tutte le persone coinvolte nel progetto a partire dalla sua Palermo a New York, dal Messico a Berlino, Brooklyn e il deserto dellâArizona âŚdoppio, camere doppie; âRoomsâ, mai titolo fu cosĂŹ azzeccato.
Fabrizio Cammarata & the Second Grace, Rooms â Via Audio Rec., 2011
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Gentless3, I've Buried Your Shoes Down by the Garden
In copertina la foto dei bisnonni di Carlo Natoli, voce, impegno e chitarre del quartetto ragusano, dentro sette ballate dal sapore del deserto, con rimandi al passato personale e comune di tutti noi (dai ricordi del padre ad Alfredino Rampi). Un disco intenso, caldo, tutto registrato in analogico come vuole la label indipendente Wild Love Records (e câè pure il vinile).
Dallâapertura âSince â98â, con una voce tra Nick Cave e Mark Lanegan (da vedere il video dal sapore alternative-rock sul loro sito), al finale cullante/struggente di âEvidenceâ, ci si tormenta e si riflette con molta cura. PiĂš elettrica e dilaniante âPeggy and the Housesâ, con il piano in evidenza, piĂš lenta âWhoâsâ, con le chitarre che sembrano dialogare tra di loro.
Tra i primi frutti de LâArsenale (Federazione Siciliana per la Musica e le Arti), momento di confronto tra musica, teatro, cinema, pittura, discussione tra artisti siciliani che vogliono crescere nella loro regione.
Gentless3, I've Buried Your Shoes Down by the Garden â Wild Love Records, 2011
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