Allora: la Nuova Zelanda la conosciamo per gli All Blacks, per Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e per i tatuaggi Maori. Per il resto, pecore e colline. Ma pare che in Nuova Zelanda esista, in qualche angolo sperduto, un paese chiamato Hicksville, dove gli abitanti sono gentili, colti. E tutti quanti appassionati lettori di fumetti. Non è realtà , ma ci assomiglia: Hicksville esiste secondo Dylan Horrocks, disegnatore neozelandese che nel 1999 ha scritto e disegnato il romanzo che porta il nome di quel paese, Mecca per ogni appassionato di fumetti. Un paesino dove l'anziana bibliotecaria tiene in bella mostra sugli scaffali i numeri originali delle prime avventure dell'Uomo Ragno e di Superman.
Ma il protagonista di Hicksville non è un superuomo, bensì uno - come dire - piuttosto normale.
Leonard Batts: giornalista quasi-giovane, quasi-noto, scrive per un giornale che parla solo di fumetti, e si reca a Hicksville per raccontare ai suoi lettori la vera storia del più illustre figlio di quella cittadina, il più famoso disegnatore di fumetti al mondo, Dick Burger. Che sorprendentemente non sembra molto amato dai suoi compaesani: forse perché ha deposto ogni velleità artistica per mettere la sua creatività al servizio dell'industria, deludendo tutti. O forse c'è qualcosa di più, dietro questa storia: qualcosa che c'entra con una misteriosa biblioteca che si vorrebbe nascosta nel faro del paese...
Tradotto e premiato in tutto il mondo, oggi finalmente in un'edizione definitiva anche in italiano, Hicksville racconta – attraverso personaggi con cui è davvero facile relazionarsi – i compromessi fra arte e commercio, il prezzo della fama nel contemporaneo mondo globalizzato. Ma anche, naturalmente, pezzi di vite, amori, amicizie. Ed è proprio la sincerità del racconto umano che rende questo di Dylan Horrocks un romanzo piacevole da leggere per tutti, non solo per i supersapienti nerd del fumetto.
“Più che il denaro, un artista desidera essere amatoâ€: lo diceva Jack Kirby, creatore dei più grandi supereroi Marvel. E Hicksville, dietro l'apparenza mistery, nasconde proprio una riflessione sui modi in cui l'arte – anche quella considerata popolare - influenza la vita. E ci dice che, a dispetto di quello che potremmo credere, a volte i racconti sono più importanti perfino della realtà .

