Dai su, un libro mica lo leggiamo solo per puro piacere di lettura.
Un libro si legge per un sacco di motivi. Perché è un classico, perché te lo hanno regalato, perché lo sta leggendo chi ti piace, per trovarci immense verità che colmino i tuoi vuoti esistenziali, per il retorico viaggiare senza bagaglio, per dire di averlo letto, perché non puoi non averlo letto, perché sei l'unico ad averlo letto, perché mica è poi così noioso, perché diventerò sicuramente migliore, perché non riesco a dormire, perché che palle 'sto viaggio così lungo in treno, perché nella mia nuova libreria fa fico, perché ho scaricato la App di anobii, perché questo scrittore dice le cose che penso e non avrei mai saputo dire, perché accidenti che status che mi regala per Facebook questo libro…
Ecco, io ho letto l'ultimo di Diego De Silva perché mi servivano le divagazioni leggere. Quelle che fai con gli amici intelligenti, o quelle che fai tra te e te se sei molto intelligente!
E quante divagazioni ci regala Diego (lo chiamerò così mica perché lo conosco, ma perché leggere il libro di un autore stabilisce una confidenza pari all'esserci andati a letto… ariecco una divagazione intelligente ed ecco un altro motivo per leggere un libro), alla fine pure troppe.
Quindi questo libro lo consiglio soprattutto a chi è alla ricerca di argomenti da Tweet. Per sentirvi @dariabig o @lasoncini per un giorno.
Ve lo riassumo allora in 6 grandi temi e entro i 140 caratteri (o poco più) per ogni tema:
#Donne: "Scelgono sempre la torta al cioccolato, le donne, al ristorante; e sempre dopo aver chiesto al cameriere di ripetere l'elenco dei dolci"
#Provincia: "Forse una piccola città è più faticosa da vivere. Perché ti assegna di brutto il compito di diventare te stesso senza tante storie. Denuncia le tue lentezze, fa apprezzamenti sulla tua felicità "
#Emozioni: "ma se le emozioni sono una specie di patrimonio dell'umanità , qualcuno dovrebbe spegarmi perché si ricorre così spesso alla testimonianza per dimostrare che esistono"
#Emozioni2: "e poi c'è quello che ascolta la musica in macchina, e mentre s'intenerisce il cuore sulle note del pezzo che ha selezionato in attesa del verde, pensa che se lo stronzo nella Golf accanto crede di fregargli il posto che ha visto prima di lui, ha capito proprio male, ha capito."
#Supereroi: "… il che mi confermava, come sospettavo da tempo, che i supereroi ormai respirano con le bambole. Come i gruppi rock che si riuniscono in età senile per richiamare pubblici poco meno vecchi di loro che vanno a vederli più che altro per sapere come stanno."
#Supereroi2: "La sfiga è passata di moda. Non si porta più. Non nobilita più. Il supereroe è una macchietta retorica d'altri tempi. Reality killed the comics star."
#Solita Nostalgia alla Francesco Piccolo: "A me piaceva un sacco il Kit Kat (le barrette di wafer staccabili, ricoperte di cioccolato), ma non posso lamentarmi della sua mancanza perché ancora lo fanno. Peccato."
#Musica pop, quindi Raffaella Carra e della portata avanguardistica di certe canzonette come Chissà se va: "Sai quanto me ne importa a me/ per una che va storta una dritta c'è. Se dunque è vero che il fare conta più del riuscire, e il coraggio di vivere è una militanza più che un talento, è proprio nella contrarietà e nel problema che la vita mostra il suo lato migliore."
Poi c'è la storiella attorno, ma ai fini di questo libro conta poco.
Concludo dicendo che questo libro è ottimo se sei un Blogger, ti dà spunti e conferme. Il problema è che se sei solo un Blogger non te lo puoi permettere perché sono 161 pag scritte con font 14 a 16 euro. Se volete ve lo regalo.

