In copertina tonde illuminazioni su sfondo rossiccio in alto, più sotto il buio più nero. Una foto a metà strada tra le luci della ribalta di un palco e quelle dei pianeti nel cielo. Perfetta sintesi per la musica dei The White Mega Giant non si poteva trovare: appassionati di astronomia (da qui il nome della band), a tratti illuminati, a tratti completamente al buio, danno il meglio in lunghe jam session live.
Del resto, questo loro esordio targato Shyrec per il supporto cd e Up To You per il web, “Antimacchinaâ€, sembra una lunga session live: cinque pezzi per quarantaquattro e passa minuti dilatati/dilatati, con rimandi al miglior cinema di sempre da Wim Wenders a Alejandro González Iñárritu ai Coen meno ridanciani (leggi “Fargoâ€). Basta chiudere gli occhi e lasciarsi andare seguendo le emozioni suggerite da pezzi strumentali di autentico post-rock per costruire un proprio film interiore.
Da “Mururoa (Preludio all’antimacchina)â€, brano d’apertura pulsante e in salire lento, algido, sempre più forte, alla title-track finale, dolente, massiccia, grazie anche ad una batteria insistente, si assiste ad un blocco unico, ridotto in titoli solo da esigenze di praticità . “Antimacchinaâ€, per andare contro il senso comune, per fare un viaggio anche stando fermi.
Un bel disco nato improvvisando, che rinnova la sua magia ad ogni ascolto. Ascoltatemi: ascoltatelo.
The White Mega Giant, Antimacchina – Shyrec/Up To You, 2011
LEGGI "Due parole con The White Mega Giant"sul Blog dell’Alligatore
VAI AL LORO SITO http://www.thewhitemegagiant.it/

