Sugarpie and the Candymen, SwingânâRoll
Gruppo unico in Italia Sugarpie and the Candymen, che mantiene ciò che promette. âSwingânâRollâ sono infatti 14 canzoni rock in salsa swing. Sette pezzi originali, piĂš sette classici della musica del diavolo cantate dalla bella voce di una ragazza che non passa di certo inosservata, sia per lâavvenenza, sia per il modo di vestire (ammiratela nellâironica copertina).
A onor del vero, tutto il gruppo si veste in modo particolare, fuori dal tempo, e questo è un elemento di rottura. Fa un certo effetto sentire i Led Zeppelin suonati da musicanti in giacca e cravatta, con un suono da ruggenti anni â20. Eppure il trittico âRock and Roll/Heartbreaker/Whole Lotta Loveâ sta in piedi, anzi si rivela una piacevolissima sorpresa. Come, del resto, i Guns NâRoses di una dilatata/scatenata âParadise Cityâ. Tra i pezzi originali segnalo la giocosa âMaybe I Hate, Maybe I Loveâ, perfetta per una commedia di Woody Allen, con la voce fantastica e la tromba in evidenza, âBonnie and Clyde Bluesâ, storia realista di una giovane coppia e le sue difficoltĂ a costruirsi un futuro, con un bel coretto e un piano jazz, âAveva una casettaâ, lâunica cantata in italiano, ironica, da Quartetto Cetra di oggi.
Questi cinque ragazzi di Piacenza si divertono un sacco a suonare, a prendere la musica e rileggerla alla loro maniera. Lo fanno con grande professionalitĂ e uno stile inconfondibile, lo fanno in tanti concerti in Italia e allâestero. Se capitano dalle vostra parti non fateveli sfuggire. Passerete una bella serata divertente, fuori dagli schemi. Insomma, SwingânâRoll âŚ
Sugarpie and the Candymen, SwingânâRoll â Irma Records, 2011
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The Singers, The Room Went Black
Tutte le strade portano a Roma, dove quattro ragazzi provenienti da varie localitĂ del mondo (da Milano a Sofia, dal Canada a Bari e Lucca) si sono ritrovati per dare vita a questo gruppo dal nome tanto semplice quanto diretto. Semplice e diretto come il loro delizioso pop-rock.
The Singers si sono dimostrati maestri nel creare un gruppo affiatato in poco tempo ed esordire, nel giro di soli nove mesi, con âThe Room Went Blackâ, romantico a partire dal titolo (è un verso di âPiĂąa Colada Experienceâ, pezzo tra i piĂš giovani dellâalbum), che si riferisce alla facilitĂ del creare di notte, quando vengono le idee migliori. E di buone idee sembrano averne trovate diverse.
Tra le piĂš forti âDance! Dance! Dance! (Hit The Floor)â, danzereccio come si può intuire, con un ritmo ben sostenuto, giĂ preso per uno spot per abbigliamento femminile e pure per una colonna sonora di un film indipendente Usa (bel colpo per degli esordienti), âRed Snowâ, rock con chitarre e batteria a darci dentro, â18:18â pezzo con una voce ben impostate e melodia da primi Coldplay, âThe Continuing Story Of Robert J. Finchâ, romantico, ispirato dalla lettura di questo nome su di una tomba del cimitero di Brompton a Londra.
Ben impostati, sembrano sapere dove vogliono andare. Ascoltiamoli.
The Singers, The Room Went Black â Autoproduzione, 2011
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Tommi, Always
La copertina di âAlwaysâ ha colpito molto i lettori/bloggers del mio blog, e si può ben capire il motivo: lâazzurro del mare che si fonde con lâazzurro del cielo, un fazzoletto di spiaggia e un bambino alla ricerca di conchiglie. Ă uno scatto perfetto, di libertĂ e spensieratezza, ad opera dello stesso cantautore veneto. Identica cosa potrei dire della sua musica. Dieci pezzi di rock divertente piĂš una sperimentale ghost-track.
âAlwaysâ, il pezzo che ha dato il nome al cd e senza il quale non sarebbe stato cosĂŹ, ricorda molto il Dylan acustico, anche grazie la particolare voce di Tommi. Ă la mia preferita assieme a âSide by Sideâ, rock-blues claptoniano con sax e organo, e âDonât You Likeâ, pezzo ben ritmato con una costruzione di chitarre semplici quanto affascinanti tipo un Neil Young nato in Italia. SĂŹ, Tommi ricorda molti grandi, ma questo non vuol dire sia un semplice imitatore, è invece un cantautore sensibile, attento alla tradizione rock, ma con scelte originali.
Sorprendete la ghost finale âYou & Iâ, con voce e chitarra evocative, effetti vivi come un temporale dâestate e il canto degli uccellini quando è passato. Un lavoro ben calibrato, senza cadute. Merito anche della Prosdocimi records, che ha capito le possibilitĂ di Tommi e le ha sfruttate al meglio, collaborato direttamente a realizzarlo. Un disco da ascoltare sempre.
Tommi, Always â Prosdocimi Records, 2011
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