Tendenze
15/01/2008
Buon Viaggio
Questa rubrica nasce con l'intenzione di raccontarvi e segnalarvi un viaggio, in modi forse un po' inconsueti..ma veri!


di Alessandra Curreli

Vi siete mai chiesti cosa passa nella testa di un viaggiatore prima di partire per un viaggio?
Io si! Ma soprattutto, cosa passa in testa a me quando devo partire per un viaggio? Di tutto!
Spazzolino, dentifricio, maglietta manica lunga, maglietta manica corta, jeans, scarpe da tennis…valigia, zainetto, guida, cappello, scarpe comode, farà freddo, farà caldo, quanti gradi ci sono, le vaccinazioni devo farle…..finché non scatta l’incubo passaporto!
Perché presa dall’enfasi del last minute, ma ancora peggio del last second….magari non hai fatto i conti con il passaporto!!!
Supponiamo che tu non sia un folle, e che se hai appena prenotato con la tredicesima di natale un viaggio di una settimana all’estero il passaporto ce l’hai. Sei sicuro che sia ancora valido?
Il bollo di quest’anno, lo hai pagato?
Ebbene se partite con un volo dall’Italia, serve una marca per concessioni governative di 40,29 euro per passaporto.
In pratica entrate dal tabaccaio, cacciate i soldi e vi rilasciano un contrassegno telematico da appiccicare,… ma se partite facendo scalo in Europa?
Il bollo è una tassa per uscire dall’Italia, in realtà può non servire. C’è da fidarsi?
…gabole da viaggiatori!
Il passaporto moderno è elettronico.
Sembra una cosa fighissima, ma di elettronico c’è solo il microchip sotto la fotografia, che non si vede ma esiste!
Per richiederlo in questura, bisogna organizzarsi per tempo. Se ti va bene in tre mesi ce l’hai.
Occhio alla foto, perché per rilasciarlo ne viene chiesta una a regola d’arte, ben illuminata, con un viso non alterato dai colori…quindi scordatevi le macchinette digitali, sorridete, ma soprattutto pettinatevi, perché se avete il vizio del ciuffetto sugli occhi per mascherare le occhiaie delle notti precedenti…è da rifare!!!
Ok siete riusciti con santa pazienza ad avere il nuovo fighissimo passaporto elettronico ultima generazione, ora se non vi serve il visto perché a quello ci pensa il tour operator, potete partire per la vostra agognata meta!
Dove andiamo?
Marocco del Sud.

Milano - Marrakech…in quattro ore di viaggio ci siete.
Mi faccio l’antitifica che per sicurezza va sempre bene, perché il Marocco oltre che ad essere bello e grande, è decisamente vario. Può capitare di alloggiare in un magnifico albergo a 5 stelle extra lusso come in quello a due, dove se si sopravvive al rapporto verdura-acqua-dissenteria-bagno, si è vaccinati a vita…quindi meglio essere prevenuti in questi casi.
Seconda scelta, Marocco on the road o Marocco tour?
Se non lo avete mai visto? Meglio una guida all’inizio…magari che vi porti in fuoristrada, magari come ho fatto io, facendo il sud del paese all’avventura la prima settimana e poi, una volta acquisita sicurezza, in macchina per conto vostro.
La cosa che colpisce del Sud del Marocco, è la bellezza della natura.
Il Marocco ha il deserto del Sahara, che da occidente parte da li ed arriva in Egitto nella valle del Nilo estendendosi per oltre 4000 km in lunghezza e 2000 in profonditĂ .
Ha il così detto Erg, il deserto fatto di dune di sabbia rossa, sottile come la farina, che al calar del sole si accentua di contrasti. Per intenderci quello da film, caldo anche cinquanta gradi, con le dune alte come palazzi, ferme che non si spostano mai o in movimento che si spostano per km cambiando col vento.
Ha le montagne dell’Atlante, con il massiccio del Djebel Toubkalpassi che supera i 4000 metri, con la neve d’inverno e la nebbia ad ottobre.
Ha gli altopiani di roccia, distese silenziose a perdita d’occhio fatte di roccia piana e arbusti, dove il silenzio è d’oro.
Ha le valli di roccia con fiumi secolari che scavano il terreno solcandolo.
Ha oasi improvvise e inaspettate dal color verde smeraldo con palme cariche di datteri.
Ha deserti piani di ciottoli, con pozzi di acqua preziosi piĂą del petrolio, circondati da capre, alberi di acacia e gente che sa nel nulla dove calare un secchio.
E poi ha colline distese di ulivi per andare verso Essaouira bianca e azzurra come una cittĂ  greca.
Ha il mare, le spiagge, l’oceano Atlantico con il turismo di Agadir.
Ha Marrakech con i minareti, le moschee, la medina e le sue mura fortificate.
Ha il suq, la piazza Djemaa el Fnaa con il colore rosso come la terra, sulle mura, sulle case, sulle strade ovunque.
Ma soprattutto il Marocco ha la gente. Bella solare, la gente che trovi in giacca e cravatta al lavoro, o vestita a viso coperto come i nomadi berberi.
Ha la gente che ti ferma sorridente per la strada perché vuole sapere di dove sei, che ti parla in italiano perché ha vissuto dieci anni a Bologna.
La gente che ti racconta le barzellette, perché in Marocco si sorride tantissimo e devi avere il senso dell’umorismo…mai prendersi troppo sul serio.
Ha il commerciante che per farti comprare nel suq, ti fa accomodare nella sua boutique, ma prima ti parla di se davanti ad un the caldo alla menta.
Ha il senso dell’ospitalità tipico dei paesi mediterranei.
Il Marocco ha il silenzio degli spazi aperti che ti fanno dire che non vorresti più tornare e la potenza del mal d’Africa, quella sensazione che ti prende quando capisci che il Marocco è talmente piccolo in Africa, ma così bello, che allora pensi: quanto sarà bello tutto il resto dell’Africa?
Allora capisci prima o poi se non ci sei stato ci devi andare, e se ci sei già stato….ci devi tornare!!!

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