Quando i tedeschi dicono "Ti amo" sembrano incazzati: "Ich liebe dich!".
La pronuncia è piuttosto dura, sembra quasi che stiano dicendo "Ti odio!".In ogni caso i tedeschi amano, però, evidentemente, conoscono anche molto bene la parola fine ed è forse per questo motivo che, in questi giorni, si sta discutendo in Germania l'ipotesi dei matrimoni a tempo, da rinnovare ogni sette anni. E' una proposta avanzata dal Csu bavarese, partito cattolico e conservatore.
E' una proposta straordinaria che pare piaccia, pure, ad un italiano su tre. La proposta è semplice: una coppia, giunta al settimo anno, ha la possibilità di decidere se rinnovare o no l'unione. L'idea non è stupida, anzi. I giovani e gli individui più istruiti sono più vicini all'idea di unione come contratto. Si, non è bello a dirsi, però, per lo meno, sembra essere giusto a farsi. Basta ipocrisie, è necessario cominciare ad accettare la realtà : nel 1995 si sono registrate 158 separazioni ogni mille matrimoni e da allora la situazione peggiora e non sembra migliorare.Certo, fa un po' impressione sposarsi e pensare che sia a tempo determinato, ma fa più impressione constatare quanti matrimoni finiscono, ogni anno, per diventare divorzi.La nuova formula pronunciata dal prete in chiesa potrebbe essere: "Vuoi tu prendere la qui presente sposa per almeno sette anni e poi si vedrà ...???" e il contratto da firmare sarebbe l'ennesimo cocopro della vita.
In fondo la generazione che sta per diplomarsi o che sta studiando per laurearsi in tre anni sa già che il suo futuro non avrà nulla a tempo indeterminato. Infatti, se si guardano i sondaggi dedicati a questo tema l'idea dell'unione a termine trova consensi principalmente tra studenti e coppie conviventi, mentre la stragrande maggioranza degli italiani intervistati (l'82%) non rinuncia a credere alla formula del "per sempre".
Ich liebe dich, certo, ma fra sette anni ne riparliamo, sostengono i tedeschi.
Opinione personale: io voto si, "fatti e non pugnette" come sostiene il comico Paolo Cevoli.

