«Nemo profeta in patria» recita un antico proverbio di cui si fa uso abitualmente quando si disserta di "fuga di cervelli" e talenti emigrati fuori dai propri confini nazionali a cercare (e trovare) fortuna.
In questo caso, però, la "fuga di cervelli" non c'entra e, anzi, la situazione è esattamente all'opposto: quella, cioè, di persone che - pur avendo deliberatamente scelto di vivere al di fuori dei propri confini nazionali - in patria sono ugualmente venerate come «specialità della casa».
Due esempi tra i tanti hanno tenuto a battesimo ieri sera l'apertura del Roma Film Fest, Monica Bellucci e Sofia Loren. Due casi di "Made in Italy" da copertina che, pur dichiarando di amare l'Italia e pur rappresentando un simbolo del Cinema e della Bellezza del nostro Paese, in Italia vengono (cioè tornano) soltanto in qualità di ospiti d'onore dietro, verrebbe da sospettare, pagamento di un lauto cachet. Come Carla Bruni e come Mina, che però, per coerenza, da quando risiede in Svizzera non ha mai accettato di rivarcare il confine nemmeno in qualità di ospite d'onore.
Un po' come andare all'estero e comprare - a prezzo decuplicato - souvenir della Torre di Pisa, del Duomo di Milano o del Colosseo.
In questo caso il punto non è tanto, come in molte analoghe discussioni, l'aver preso casa a Montecarlo o in qualche altro paradiso fiscale per godere di privilegi economici esteri pur continuando a trascorrere la maggior parte del proprio tempo in Italia (come fece Luciano Pavarotti e come fanno numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport); il punto è questa curiosa tendenza a sentirsi rappresentati da chi, di fatto, evidentemente non sente in cuor suo la volontà - quanto, piuttosto, l'esigenza - di ricoprire tale ruolo.
Si è parlato spesso, in passato, se fosse giusto o meno far indossare la maglia della Nazionale ai campioni italiani residenti altrove, argomentando che «Chi vuole difendere i colori dell'Italia, allora che in Italia paghi anche le tasse». Senza farne una questione burocratica, sarebbe però una piccola gratificazione per chi in Italia, nonostante tutto, decide di rimanere godere di "privilegi di nazionalità " superiori a chi dall'Italia se ne va per ragioni di forza non necessariamente maggiore.
O quantomeno: i finanziamenti necessari a far tornare una volta all'anno Monica Bellucci per una manciata di interviste e qualche fotografia non si potrebbero proprio investire per far tornare ricercatori, docenti universitari, studiosi e scienziati che, ben più di Monica Bellucci, «tengono alto il nome del nostro Paese nel mondo» e che se si trovano all'estero è perché in Italia nessuno li ha voluti?
E tu cosa ne pensi?
Sei d'accordo nel giudicare "Icone italiane" personaggi che hanno scelto di vivere all'estero? Preferiresti richiamare nel nostro Paese esponenti del "Made in Italy" culturale e scientifico piuttosto che Star dello spettacolo e della mondanità ?
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