Dite la verità: almeno una volta lo avete nominato anche voi. Magari inconsciamente, magari perché effettivamente era il contesto adatto o magari perché vi suonava bene, ma almeno una volta lo avrete nominato per forza. È sulla bocca di tutti, più ancora del Delitto di Cogne e del Family Day, e da settimane sta svettando in cima alla hit parade delle tendenze del momento. Non è un vestito, non è un accessorio, non è un ballo e non è nemmeno un avvenimento; è un intercalare, un modo di dire entrato come un tormentone nell'idioma di ciascuno di noi: "Nel senso che" (e relativa variante "Nel senso di").
Dopo i vari "Cioè", "Un attimino", "Nella misura in cui", "Assolutamente sì", "Cambio di passo" e "Il cuore oltre l'ostacolo", adesso è "Nel senso che" a ricorrere con frequenza esasperata nelle conversazioni, sui giornali e attraverso i media. Quando serve, naturalmente, ma anche (e spesso soprattutto) quando non serve e quando non c'è nessun senso da spiegare o che venga spiegato.
Perché generalmente non ci si fa caso, ma anche la Lingua Italiana ha i suoi trend. Che si rinnovano periodicamente ad ogni cambio di stagione, anche se non vengono strillati in prima pagina come le Collezioni Prêt à Porter delle Settimane della Moda. Molto più semplicemente, entrano in circolo spontaneo e vengono metabolizzati.
Qualche anno fa "Un attimino" veniva utilizzato per quantificare qualsiasi entità, non soltanto quella temporale: «Ho un attimino di freddo», «Mi sto annoiando un attimino», «Sei un attimino idiota», «Passami un attimino di sale».
Poi è stata la volta di "Nella misura in cui", anch'esso, ovviamente, pluriabusato con gli stessi esilaranti risultati: «Sto per laurearmi nella misura in cui mi mancano ancora 3 esami», «Adoro le lasagne nella misura in cui le mangerei tutti i giorni» e «Mi chiamo Tizio Caio nella misura in cui faccio il ragioniere».
E che dire del "Cambio di passo"? A un certo punto, tutti lo rincorrevano, lo vagheggiavano e lo auspicavano: «Questo Governo ha bisogno di un cambio di passo», «Per vincere il Mondiale, a Valentino Rossi serve un cambio di passo», «L'economia italiana può salvarsi solo con un cambio di passo».
Ma oggi - non nel senso di "oggi oggi" ma nel senso che "oggi" è un giorno in generale nel senso di "ieri, oggi e domani" - ecco spuntare a sorpresa il nuovo leit-motiv. «Se vuoi puoi venire a cena da me stasera, nel senso che non vado da nessuna parte», «Mi fa male la pancia, nel senso che forse non ho digerito bene», «Quel film mi è piaciuto un sacco, nel senso che comunque mi ha regalato delle emozioni».
Con ogni probabilità, tra qualche mese "Nel senso che" lascerà il posto a un altro modo di dire, finendo nel paradiso vintage delle mode dismesse. Nel senso che non lo useremo più ogni 5 parole come facciamo oggi. Ma non nel senso di "oggi oggi" ma nel senso che "oggi" è un giorno in generale nel senso di "ieri, oggi e domani"...

