Tendenze
03/12/2007
Un disco non si nega a nessuno
Come d'abitudine negli Anni Ottanta, anche negli ultimi tempi stanno ricominciando a confluire verso la musica personaggi provenienti da tutt'altra estrazione. L'ultimo esempio: Giada De Blanck.
Poi hai voglia a dire che il mercato è in crisi per colpa della "pirateria" e che «per emergere serve il talento»...


di Antonio Incorvaia

Chi ha un fetish particolare per la cosiddetta "Spazzatura", forse, saprà già benissimo fino a quali sublimi picchi di stravaganza erano riusciti a spingersi gli Anni Ottanta, quando sostanzialmente «chiunque poteva incidere un disco»: soubrette, attrici, attori, presentatrici, presentatori, sportivi, scrittori, tutti con il loro bel 45 giri (quando non un intero album, o addirittura più di uno) da sfoggiare sugli scaffali dei proverbiali "migliori negozi" e in hit parade. Da Barbara D'Urso a Milly Carlucci, da Wanna Marchi a Gegia, da Moana Pozzi a Maria Giovanna Elmi a Stephanie di Monaco e a Carl Lewis, per spostarci anche al di fuori dei nostri confini, sono centinaia i personaggi "insospettabili" che hanno fatto capolino almeno una volta nella loro vita in sala d'incisione - sempre che i vocals dei loro dischi non appartenessero invece a qualche anonimo/a corista, abitudine almeno altrettanto praticata -, e i loro nomi si possono facilmente trovare su internet con una veloce ricerca.

Poi la tendenza è andata progressivamente scemando e le sale di incisione sono state sostituite da penna e calamaio, presi altrettanto d'assalto da soubrette, attrici, attori, presentatrici, presentatori, sportivi e cantanti al grido di «chiunque può scrivere un libro». A tenere alta la bandiera dei "Cantanti per caso", negli Anni Novanta, non sono rimaste che le sporadiche (ma significative, altroché!) intrusioni di Flavia Vento, Nina Moric, Anna Falchi, Jessica Rizzo e poche altre, per giunta confinate - a differenza delle produzioni del precedente decennio - a merce di nicchia per pochi, intrepidi e appassionati "cultori della materia".
Finché, come per magia, lo scoccare del Nuovo Millennio ha riportato in auge tutta una serie di features ripescate tali e quali dagli Anni Ottanta (nella moda, nel costume, nel design etc.) tra cui, appunto, anche quella di rimettere microfoni e spartiti in mano a soubrette, attrici, attori, presentatrici, presentatori, sportivi e scrittori. E apriti cielo...

Le uscite ufficiali di questi ultimi anni parlano da sole: Salvo Veneziano, Platinette, Milton Morales, Lino Banfi (con Amedeo Minghi), Valeria Marini (con Nilla Pizzi), Heidi Klum, Eva Henger, Eva Robin's, Igor Righetti, il Divino Otelma, Loredana Lecciso, Paris Hilton, i Campioni del Cervia, Michelle Hunziker, Ronn Moss, Mr. Lui, Tina La Vamp, Karim Capuano e Teo Mammucari - a cui va aggiunta Cristina Plevani, la cui cover di Ma Che Freddo Fa di Nada è circolata solo sotto forma di promo -, hanno tutti inciso almeno un cd singolo, senza dimenticare le incursioni canore più recenti di Ana Laura Ribas e Fabrizio Corona, che pare ripeterà presto l'esperienza anche insieme a Patrick Lumumba. E senza dimenticare le ultime due in ordine di tempo, quella di Nino Frassica - con il brano S'M'S, colonna sonora dello spot Wind - e soprattutto di Giada De Blanck - con il brano Quando I Bambini Dicono Di No, destinato a diventare una pietra miliare di quello che tutti gli addetti ai lavori definiscono comunemente "Trash" -, a riconferma che la direzione che sta prendendo il mercato è proprio quella dei «bei tempi che furono».
Con una sostanziale differenza: che negli Anni Ottanta si vendevano molti più dischi di quanti non se ne vendano oggi e che produzioni di questo genere erano sempre vissute con leggerezza, alla stregua di boutade ironiche e disincantate. Adesso, invece, non solo non si vendono più dischi e ci si lamenta sistematicamente della "pirateria" come causa di tutti i mali del mondo, ma si ha anche un po' la presunzione che 5 euro e 25 di cd da 8 minuti (versione 'cantata' + versione strumentale) di Giada De Blanck possano essere considerati un investimento in "Qualità", prendendosi sul serio a tal punto da scriverne, sul sito ufficiale dello studio d'incisione dove la canzone è stata incisa e mixata,

Lei è veramente fantastica e pur non ritenendosi una professionista del canto posso affermare con orgoglio che ho trovato in lei doti di pazienza e qualità interpretative che neanche alcuni professionisti hanno. Giada sei grande e hai una voce splendida!
[Nota: la «voce splendida» di Giada De Blanck può essere ascoltata cliccando qui]

Per carità: ben venga un singolo di Giada De Blanck (o di Nino Frassica, o di chiunque altro) per farsi 4 risate, ma allora che almeno sia proposto e venduto come tale e non ricoperto da questo alone di presunta "artisticità".
La sensazione, infatti, è che un simile stato di cose non sia né un incentivo per il mercato né per tutti quei giovani professionisti emergenti che, magari, coltivano da anni la speranza di vedersi pubblicata una canzone perché gli è stato detto che «alla fine il talento paga sempre».
Più che altro, sembra che continui a pagare sempre e soltanto l'andare ad un reality show...

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