Tendenze
25/06/2008
ECO –VITA : Agricoltura Biologica a km zero.
Un mondo da vivere meglio

di Alessandra Curreli

Agricoltura biologica a Km zero.
In cosa consiste? È la nuova tendenza di chi vuole fare moda, ma intendiamoci, al di la delle mode è una scelta etica intelligente se ci pensate. Di agricoltura biologica sapete già tutto no? I prodotti biologici sono coltivati senza l’uso di pesticidi e senza sostanze che tendono a modificarne l’aspetto o il colore per venderlo meglio. In buona sostanza se nella mela c’è il baco, vuol dire che è buona perché se la mangia pure lui. Ma cerchiamo di capire cosa vuol dire invece “a Km zeroâ€.
Vuol dire che per avere sulla nostra tavola la frutta o la verdura, dobbiamo rinunciare a comprare prodotti che provengono magari dal Perù. Il concetto è che se “acquistiamo†senza spostarci, non usiamo carburante, e non usando carburante, non inquiniamo.
Come funziona?
Tutte le regioni hanno i propri prodotti tipici e stagionali. Se non si percorrono 2000 km per portare le arance ad esempio dalla Spagna all’Italia, si abbattono i costi di trasporto e di logistica, voci che incidono sul fatturato di una impresa per oltre il 30% del valore finale.
Dunque si torna alle origini guadagnando anche in salute e bontà, grazie al consumo di prodotti di stagione rigorosamente venduti da produttori agricoli del luogo.
Il consumatore finale spesso non ci fa caso, ma spostare la merce ha dei costi ambientali, che esistono e sono ingenti. Scegliere consapevolmente non tutta ma una buona parte della propria spesa è un gesto che può cambiare il mercato delle vendite. Fare acquisti di prodotti a “chilometri zero†significa che i prodotti non subiscono troppe intermediazioni, pertanto non subiscono gli effetti dei costi di trasporto dovuti al caro petrolio.
Se si fa attenzione, i trasporti nel nostro paese avvengono ancora all’’80 per cento su gomma. Questo va a incidere di un terzo sul costo finale della verdura, perché i rivenditori per rifarsi devono rifarsi sul consumatore finale. Per non cadere nelle trappole del mercato allora, si devono verificare le etichette. Ortaggi e la frutta devono essere locali e di stagione. Se poi vale la pena, è possibile recandovi nei mercati all’ingrosso aperti ai privati in orari determinati, acquistare i prodotti a cassetta ed usufruire di ingenti sconti. Una cassetta di pomodori può venire a costare anche un solo euro. Questa scelta consente di ridurre le intermediazioni, di fare acquisti convenienti, di comperare direttamente da imprese agricole nazionali.
Ad esempio lo sapevate che con i distributori di latte fresco automatico si risparmia anche il 40 per cento rispetto ai normali negozi e supermercati? Si prende esattamente il latte di cui si ha bisogno e lo si paga al giusto prezzo.
Tanto per rimanere informati, stanno debuttando in Italia i mercati esclusivi degli agricoltori, i cosiddetti farmer market, dove è possibile fare la spesa direttamente senza intermediazioni. Esperienze positive sono già attive a Taranto, Bari e Potenza; in Toscana in provincia di Pistoia nel comune di Marliana e a Montevarchi in provincia di Arezzo; a Monselice in provincia di Padova, Trento e infine a Torino, dove è funzionante l’Oasi dei prodotti tipici della campagna piemontese stabilmente la prima domenica di ogni mese (esclusi gennaio, luglio, agosto) in piazza Palazzo di Città. Proviamoci no?

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