Maxïmo Park Too much information

di Michele R. Serra

Recensioni
Maxïmo Park – Too much information

C’è una ballata che si intitola Midnight on the hill, nell’ultimo album dei Maxïmo Park. Racconta di due ragazzi che giocano a tennis a mezzanotte; e c’è qualcosa di più, c’è qualcosa sotto, ma noi non sappiamo bene cosa: perché le relazioni si sa sono difficili, c’è l’incomunicabilità eccetera. Che poi in effetti non si capisce bene quali ragazzi giochino a tennis a mezzanotte sulla collina – per carità è un’idea molto chic, ma come metafora rimane strana. Comunque. Dentro questa canzone ci sono tutti i temi dell’ultimo disco dei Maxïmo Park,  Too much information. Titolo molto azzeccato, di questi tempi.

Troppe informazioni nel mondo che ti schiacciano, ma poi quando si parla di relazioni, le informazioni diventano poco chiare, spesso non si sa come comportarsi. Vale anche per la musica, nel senso che se fai rock in una qualsiasi terra anglosassone negli anni Dieci, ti trovi completamente soverchiato dalla storia: e allora nella musica ti viene da citare gli Smiths, e magari anche gli R.e.m., e contemporaneamente scrittori molto hip come Roberto Bolaño e Lydia Davis nei testi. Però poi devi anche metterci qualcosa di tuo: in questo caso serve, ai Maxïmo, avere un frontman romantico come Paul Smith, che in effetti più che alla musica e alle canzoni, sembra interessato soprattutto a raccontarti le sue pene d’amore. Se fosse un vostro amico sarebbe una noia mortale, ma visto che è un cantante, ci sta.

C’è stato un periodo, qualche anno fa, in cui queste band indie rock inglesi erano la next big thing, erano ai vertici delle classifiche, riempivano gli stadi, eccetera eccetera. I Maxïmo Park fanno parte di quel giro lì di metà dei Duemila, e tutto sommato continuano a fare la stessa cosa chd facevano a metà Duemila. Il che forse li rende un po’ fuori moda, in questo momento storico. Ma proprio per questo, molto più simpatici. E le loro canzoncine… magari tra dieci anni non ce le ricorderemo neanche, ma qui e ora vale la pena farci un giro.