Midnight in Paris

di Alessia Gemma

Recensioni
Midnight in Paris

– Che, anche se non posso dirvi come finisce, sapete già come inizia: Jazz e Metropoli “Capitolo primo. Adorava New York, la idolatrava smisuratamente… ma no, è meglio la mitizzava smisuratamente… Ecco…” (cambiate New York con Parigi, il 1979 con il 2011).

– Che dai primi minuti e dalla prima battuta devi decidere con chi schierarti (e cito a memoria):
Il protagonista incantato: “Parigi è una città meravigliosa, qui Hemingway ha ambientato Festa Mobile…”
La suocera disincantata “Qui non c’è nulla di mobile con questo traffico”…

– Che la malinconia e il rifugio nel passato è una negazione del presente, o almeno un disagio nel presente. Quindi fa bene!

– Che se hai visto tutti i film di Allen impari a farti autoanalisi spicciola che ti sostiene per almeno un giorno.

– Che se Woody non cita più almeno tre volte l’analista, allora è veramente una moda in declino.

– Che la coppia e l’individuo nella coppia sono sempre il tormentone nei film di Woody e che a un certo punto del film Woody sa benissimo che quella coppia non può andare avanti, e la smonta!

– Che per Woody uno dei lavori più disdicevoli continua ad essere lo sceneggiatore di Hollywood!

– Che il trailer perfetto è quello che non spiega un cavolo del film, tanto che arrivi in sala quasi per dovere e invece ti ritrovi sorpreso.

– Che il maschio sognatore e malinconico, che oltretutto trova bello passeggiare sotto la pioggia di Parigi, oggi, tempi moderni, fa sempre un po’ la figura del pirla, soprattutto al cospetto di donne ricche…

– Che al solito con Woody un po’ ridi per divertimento, ma un po’ ridi anche per far capire agli altri in sala che hai capito i riferimenti e che sei molto molto intelligente.

– Che Carla Bruni in jeans e camicina tiene ancora botta, accidenti!

– Che Carla Bruni è molto più famosa di Adrien Brody: compaiono entrambi per 5 minuti massimo ma con lei tutta la sala mormora.

– Che Hemingway faceva ridere.

– Che Zelda Fitzgerald era una pazza vera…

– Che forse può essere un po’disdicevole, ma è credibile e diverte molto che Pablo Picasso, come viene detto nel film, pensasse che “le donne o si dipingono o si portano a letto” (questo punto me lo ha suggerito un maschio!)

BONUS: quello che non ho capito io

– Chissà se Woody lo sa che una delle solite morali dei suoi tanti film l’aveva perfettamente riassunta il nostrano Guccini:
Non capisci quando cerco in una sera
un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

– Perché la protagonista tanto ricca ha sempre su lo stesso paio di scarpe?