I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Tipe underground - 2

di L'Alligatore
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Altre grandi musiciste indie di questo autunno caldo

Continua a essere un autunno caldo per la scena underground al femminile, anche ottobre e novembre ha visto uscire dischi imperdibili. Pensiamo al nuovo gioiellino di She Owl, un ep già presentato in tutta Europa, all’esordio dei Circoboia, e a due stupendi album di artiste straniere ben piantate in Italia: l’’irlandese Naomi Berrill e la francese Emmanuelle Sigal.
Vediamole e ascoltiamole, in fila.

Ai primi di ottobre è uscito Drifters, ep di sole quattro canzoni, ma così dense che vale un disco lungo. È targato She Owl, duo formato da Jolanda Moletta e dal compagno Demian Endian. Una coppia di artisti cosmopoliti, giramondo, con delle idee in testa. Musicisti totali, suonano un sacco di strumenti (in questo disco, oltre a loro, solo l’amica Roberta Cartisano al basso), per dar vita a vera musica onirica in grado di attivare le parti dormienti del cervello. Prodotto da loro stessi insieme a George S. Rosenthal in quel di San Francisco, Drifters, dopo essere stato suonato in tutta Europa, sarà a dicembre, finalmente, presentato in Italia in quattro imperdibili concerti. Cercateli, in una delle date ci saremo pure noi.

Sempre una coppia, sempre lei e lui, i Circoboia (se vi sembra hard il nome, dovreste sentire la loro musica) all’esordio con l’omonimo album autoprodotto (negli Usa nel catalogo Wiener Records con un brano extra). Post-punk sotto forma di dieci tracce scritte tra l’Italia e gli Stati uniti, dove hanno soggiornato un po’ per bagnarsi di rock autentico, il cd gode della produzione di Gian Maria Accusani (Prozac +, Sick Tamburo) e si sente. La mia coda non riesce a stare ferma da quando inizia “Doppler”, pestante e scontroso intro del disco con gran giochi di voce, a quando chiude “Liar”, pompeggiante traccia finale di pop-rock internazionale. In mezzo titoli quali “Lick The Hell”, dal ritmo potente e battente, con il basso gran protagonista, “Hellride”, con chitarra soffice come la voce di Erika che s'accompagna, “She Walks Into The Fire”, per le suggestioni grunge, l'elettronica presente ma non preponderante, la chitarra ad accompagnare la voce in modo impeccabile ancora una volta.

 

Irlandese da anni a Firenze Naomi Berrill ha dato alle stampe il suo secondo album a fine ottobre con la Casa Musicale Sonzogno. To the sky è un disco di ecologia per il corpo e la mente, dieci composizioni originali con tema centrale l’elemento acqua: racconti di marinai, guardiani del faro, posti lontani. Dieci pezzi con Naomi, la sua voce armoniosa a creare suggestiono, il violoncello e qualche volta la concertina (un organetto magico della sua terra d'origine) e anche, qualche volta la chitarra. Accanto a lei i fratelli Matthew al clarinetto e Peter alla tromba, a dimostrazione di una famiglia da sempre unita nel nome della musica, e al piano Simone Graziano, che l’accompagnerà durante i concerti. Il mio brano preferito è Journey, maestosamente classicheggiante, sembra elevarsi/elevarti a ogni nota. Ci si eleva in un viaggio sott’acqua, quindi senza gravità, tra buio e luce ... e la voce sembra uno tra gli strumenti musicali. Come in tutto il cd.

 

Francese giramondo, da qualche anno a Bologna, Emmanuelle Sigal con Table Rase è alla sua seconda uscita. Un disco formidabile, da ascoltare a manetta, come facciamo spesso noi, stregati dalle sue canzoni cantante in francese, inglese e italiano, tipo l’ultima, intitolata ironicamente Non lo so, dove accompagna i suoi vocalizzi al piano, tra frizzi, lazzi, giochetti elettronici. Ma tutto il disco diverte: dalla title-track messa all’inizio, dal ritmo pop d’altri tempi, la tromba magica di Farnedi, la chitarra di Marc Ribot, a Never Give Jam To Pigs (“Smettetela di dare marmellata ai maiali”), titolo da commedia brillante come i suoni, tipico jazz anni ruggenti dal contrabbasso ai fiati, da Bless, folk-rock che mi ricorda un pezzo di Lou Reed per parlare di libertà, paura e ribellione, a Rien qu’des Yeux Pour Toi, intrigante brano cantautorale dalle suggestioni caraibiche e organi caldi. Un caleidoscopio di suoni prodotto dal genio di Francesco Giampaoli dei Sacri Cuori la Sidecar, branchia cantautorato sofisticato della sua label Brutture Moderne.

 

rock
indie

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement