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Mondovisione

di La redazione
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Luciano Ligabue racconta il suo nuovo album

Luciano Ligabue

Mondovisione

Il nuovo album di Luciano è sorprendente: già al primo ascolto suscita emozioni forti, fa riflettere e pensare. Se dovessi sintetizzare il mio giudizio, di parte visto l'affetto e l'amicizia che mi lega al Liga, direi che "i pezzi" di Mondovisione sono in realtà 12(+2) bellissimi racconti ben scritti, con frammenti di vita vissuta, a volte autobiografici e a volte di grande attualità, sempre intelligenti e profondi, mai banali. Il tutto servito in un'ottima salsa rock, pensata e suonata in maniera impeccabile. 

L'ha detto il direttore di Smemoranda Nico Colonna quando ha ascoltato in anteprima Mondovisione, l'ultimo album di Luciano Ligabue in uscita il 26 novembre. In copertina c'è il mondo accartocciato, perché non stiamo vivendo un momento facile. E dentro, concentrata in 12 brani diversissimi tra loro, c'è la sua personale visione del mondo. Il suo sguardo vero e netto sulle cose. La Liga-filosofia, insomma.

Foto di Jarno Iotti

Forse per questo fin dal primo ascolto si capisce che è il suo disco più pensato, con alle spalle un anno e mezzo di gestazione per raccontare cosa sta succedendo, qui e ora. Ho sempre cercato di essere vago, di tenermi lontano dalla cronaca che "invecchia" le canzoni, ma ci sono dei momenti in cui non ce la fai. - dice Luciano Ligabue durante la conferenza stampa di presentazione del disco - Con quest'album ho dato voce a un sentimento comune d'indignazione, di sfinimento, sono arrivato al punto dove siamo arrivati tutti. Perché anche se non sono un mondano, in questi anni ho raccontato tutto di me: nella musica non mi sono mai risparmiato, mi sono spolpato

E questa volta, ancora di più. Ecco cosa ha raccontato il Liga della sua #MONDOVISIONE:

#POTERE 

Quando nel '94 scrissi "A che ora è la fine del mondo" volevo esprimere con ironia la mia sensazione di incredulità per quello che stava succedendo. Invece "Il sale della terra", il primo singolo di Mondovisione, è una canzone drammatica, dolorosa, di profonda indignazione. Parla dell'esercizio malato del potere, che non riguarda solo il nostro paese. Andreotti ha detto: il potere logora chi non ce l'ha. Secondo me il potere logora e basta, perché anche chi ce l'ha è logorato dalla paura di perderlo.

 

#RABBIA

Se non fossi un irrequieto non farei rock, ma nella mia musica ho cercato spesso di frenare la rabbia per non perdere la lucidità. Nel brano "Il muro del suono" racconto il caos in cui siamo immersi, rappresenta il rumore di fondo che non ci permette di ascoltare. È da un po' che lo dico: stiamo seppellendo la vita sotto quintali di chiacchiere, il mondo sta andando troppo veloce per metabolizzare tutti i cambiamenti. Siamo sommersi di informazioni: una notizia ci fa emozionare o indignare, ma solo per 5 minuti. E così ci dimentichiamo che chi doveva pagare la crisi mondiale non ha pagato. Viviamo in tempi bui...

 

#TERREMOTO

In "La terra trema, amore mio" volevo raccontare l'effetto emotivo del terremoto, fisico e psicologico. Il protagonista della canzone trova qualcosa da afferrare: è la famiglia, perchè quando la terra trema i figli vanno tenuti in braccio. Ha un significato simbolico: quando si fatica a trovare il centro forse il centro è di fianco a te, perché la ricostruzione passa anche dall'amore.


#ROCK'N'ROLL 

"Con la scusa del rock'n'roll" dice che il rock è un pretesto per rimanere eterni adolescenti, per vivere sempre con intensità. Anche se è un genere musicale che negli ultimi anni non sta vivendo momenti esaltanti, io resto fedele alla mia idea di rock: essere sfacciati, urlare le proprie emozioni in faccia alla gente, celebrare la vita. Se rock'n'roll significa non avere pudore dei propri sentimenti, allora continuerò a fare rock.

 

#MUSICA

A volte sono attribuite troppe responsabilità alle canzoni, questo è un segnale del vuoto in cui siamo immersi. Le canzoni hanno un potere enorme, ma il fatto che prendano il posto della politica o della religione mi spaventa.

 

#SPOTIFY 

In questo periodo ascolto rock progressivo anni Settanta su Spotify, come Il Rovescio della Medaglia e Balletto di Bronzo. Aspetto con ansia l'uscita del'ultimo degli U2. Il rap non è un genere che amo particolarmente, ma credo che i rapper siano gli eredi dei cantautori: sono colpito dal modo in cui alcuni di loro raccontano il nostro paese.

 

#INTER 

Un ringraziamento personale va a Massimo Moratti: più di così non si poteva pretendere da un Presidente.

 

#SOGNI 

"Sono sempre i sogni a dare forma al mondo" è l'ultimo brano dell'album. Ed è ciò che penso: sono sempre i sogni a fare la realtà. Siamo arrivati fino a questo punto grazie ai sogni di qualcuno, che poi l'ha realizzati. Non i sogni di quando si dorme però, quelli fatti ad occhi aperti. 

 

MONDOVISIONE

Tracklist

Il muro del suono
Siamo chi siamo
Il volume delle tue bugie
La neve se ne frega
Il sale della terra
Capo Spartivento – brano strumentale
Tu sei lei
Nati per vivere (adesso e qui)
La terra trema, amore mio
Per sempre
Ciò che rimane di noi
Il suono, il brutto e il cattivo – brano strumentale
Con la scusa del rock 'n' roll
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo

Per saperne di più

www.ligachannel.com -  facebook - Twitter

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