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Moonrise Kingdom - Recensione

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Favoletta stilosa con gente vestita bene, per chi non ha più dieci anni

Wes Anderson

Moonrise Kingdom

Universal Pictures

Una storia d'amore. Una storia di primo amore (dite quello che volete ma di solito è una roba importante).

1965, un'estate piovosa in una provincia americana tipo New England, di quei paesaggi fatti di boschi e coste rocciose e lagune. Due ragazzi di dodici anni: lui orfano e poco popolare all'interno del grupppo scout, lei figlia di genitori distratti, borderline depressa, amante della letteratura (preoccupante!). Una fuga d'amore attraverso i sopracitati boschi, che provoca sconcerto e preoccupazione negli adulti.

Sembra una storia semplice, no? Forse neanche troppo originale. Ma questo non è un film come tutti gli altri, perché è un film di Wes Anderson, un regista che mette lo stile lo stile davanti a tutto. L'unico regista americano, Wes Anderson, che ha avuto un'intera canzone dedicata a lui da un gruppo rock italiano.

Ovviamente, l'ultimo film di Wes Anderson ha tutti gli elementi di stile che lo rendono riconoscibile come film-di-Wes-Anderson. Bastano le prime inquadrature, la pellicola super 16 mm con la sua grana grossa, i colori pastello, i vestiti eccentrici ed ecco servito l'effetto hipstamatic, a.k.a. vintage stiloso, in due parole: l'effetto Wes Anderson.

Ehi, ma ve l'ho detto come si intitola? L'ultimo film di Wes Anderson ha anche un titolo, si chiama Moonrise Kingdom, e dentro ci recitano quasi tutti gli attori che ci piacciono.

Bill Murray e Frances McDormand sono i genitori della ragazza in fuga, Edward Norton il caposcout del ragazzo in fuga, Bruce Willis lo sceriffo che ha il compito di ritrovare i ragazzi in fuga. Poi c'è pure Harvey Keitel e Tilda Swinton, ma vabbè l'importante è che tutti quanti questo grandi nomi di Hollywood sono completamente a disposizione del progetto, consci di essere parte integrante del gioco messo in piedi dal regista. Nel senso che gli attori non solo intepretano una parte, ma giocano anche con la loro storia di attori. Tipo: Edward Norton è uno che di solito fa parti da pazzoide? Allora qui sarà un caposcout, completo di calzoncini, calzettoni, fazzoletto intorno al collo e tanti buoni propositi. Ironico. Ironico e mooolto Wes Anderson.

Moonrise Kingdom è una fiaba fatta di personaggi gentili e vulnerabili. Tutti estremamente ben vestiti. Violenza e tristezza, così, appaiono ancora più evidenti su un quadro che per il resto sembra un bel sogno. Momento poetico: non è così ogni amore? Un sogno, con dietro e dentro un sacco di ansia compressa. Scusate. Dicevo.

Moonrise Kingdom, ecco il caso di un film in cui l'opinione del critico serve ancora meno del solito. Che già al solito conta poco.

Nel senso che: se vi piace questo tipo di cinema, che è degli altri film di Wes Anderson come I Tenenbaum e Le avventure acquatiche di Steve Zissou (ma anche di film come, che ne so, Il favoloso mondo di Amelie), allora troverete esattamente quello che volete. Wes Anderson racconta queste cose qui, queste stilose favolette per adulti, in questo modo qui. Decidete voi se è un grandissimo regista oppure solo uno che applica lo stesso schema a tutti i film. Il suo cinema da sempre provoca in alcuni noia mortale, in altri amore totale.

Difficile però che lasci indifferenti, e almeno questo è un merito che bisogna riconoscergli.

Wes Anderson
Bruce Willis
amore

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