Mentre i giornali continuano a perdere tempo dietro Second Life e le sue utopistiche meraviglie, su internet succedono tante altre cose. Magari più interessanti ma anche più difficili da spiegare all'esterno, da descrivere a chi non le conosca di già : ed è per questo che gli old media le odiano.
Per questo gli old media, a suo tempo, odiavano i blog. Proprio come ora odiano tutto quel sottobosco di internet che fa riferimento al concetto di condivisione: YouTube (condividi i tuoi video), Flickr (condividi le tue foto), MySpace (condividi la tua musica), Delicious (condividi i tuoi bookmarks, ovvero i tuoi indirizzi web preferiti). Chissà dunque cosa ci toccherà sentire quando si accorgeranno di Twitter, la simpatica diavoleria che fa compiere un ulteriore passo in avanti in questo cammino eucaristico: condividere la nostra vita quotidiana, raccontando - momento per momento - ciò che stiamo facendo.
In pratica funziona così: uno va su www.twitter.com e innanzitutto si iscrive, scegliendo ad esempio "Tizio" come nome e ciò che vuole come password. A questo punto la diavoleria gli domanda "What are you doing?": facendo lampeggiare un cursore seguito da 140 spazi bianchi, che attendono di essere riempiti con la risposta. E una volta che Tizio ha scritto ciò che sta facendo, gli resta da cliccare sul pulsante "Update": dopodiché questo momento della sua vita sarà immortalato - cioè twittato - e la diavoleria sarà già pronta per l'intervento successivo.
Si tratta allora di di scrivere una serie potenzialmente infinita di piccoli messaggini in modo che la pagina www.twitter.com/tizio assumerà un aspetto del genere:
Tizio sta lavando la macchina (less than 1 minute ago)
Tizio bacia la sua ragazza (25 minutes ago)
Tizio esce dal lavoro un'ora prima (about 2 hours ago)
E così via. Ma forse adesso siete voi che avreste qualche domanda, del tipo "A noi cosa ce ne frega se Tizio lava la macchina? E a lui cosa gliene frega di dircelo?". Grave errore. State sottovalutando l'assuefazione che Twitter è portato a generare, e che si può forse spiegare con la sua capacità di invischiarvi dentro un reticolo di vite condivise. Ogni altro twitterer infatti può aggiungere Tizio alla lista dei suoi amichetti, e a propria volta Tizio può crearsi una lista di gente di cui seguire le gesta. Così ogni volta che Tizio va su www.twitter.com/home, potrà leggere a mo' di rassegna stampa gli aggiornamenti in diretta su ciò che i suoi amichetti (che qui si chiamano, con poca sorpresa, friends) stanno facendo.
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Ma Tizio potrebbe rendersi conto anche di altre cose. Ad esempio che molti twitterers non si limitano a raccontare delle automobili che lavano eccetera, ma utilizzano l'apparentemente innocuo giochetto per fare comunicazione. E' stato liberato Daniele Mastrogiacomo? In tempo zero qualcuno twitterà la notizia, che si diffonderà altrettanto istantaneamente a tutti i suoi amici: e dato che molti twitterers tengono la loro homepage sempre aperta, ci sono buone probabilità che sarà da qui che apprenderanno la notizia. Non dalla televisione. Non dalla radio. E nemmeno dai blog.
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TWITTER, servizio di Social Networking
Quando è nato: marzo 2006
Quanto costa: nulla
A che serve: quasi a nulla
Quanti interventi riceve complessivamente: 11mila al secondo (in ascesa)
Il twitterer più celebre: John Edwards, candidato alle prossime presidenziali Usa
Estratto da Giudizio Universale / Anno 3, numero 23 / Maggio 2007
www.giudiziouniversale.it

