Nel Comune di Milano ci sono 1200 precari e precarie a tempo determinato, più altre centinaia di lavoratori interinali e collaboratori coordinati. Sono precarie quelle persone che ti trovi davanti rivolgendoti a qualunque sportello del Comune. Sono loro che rispondono alle esigenze dei cittadini che in loro, nei precari, non nel funzionario, nel dirigente o in De Corato trovano una risoluzione dei loro problemi. Nonostante la mancanza di permessi per visite mediche, per esami o concorsi, e l'elenco potrebbe continuare.
L'ultima Finanziaria ha previsto la possibilità di assumere chi ha almeno tre anni di servizio, e anche il Comune di Milano ha concluso con i sindacati il relativo pre-accordo. Però siamo a maggio e nessuno ha ancora visto risultati concreti. Tutte e tutti continuano a vivere il presente con incertezza e guardare al futuro con timore, con i loro contratti a scadenza sempre più vicina. Paradossalmente, si trovano a lottare non per l'assunzione a tempo indeterminato ma per la difesa del posto di lavoro precario, come se si volesse stabilizzare la precarietà , non chi è precario.
Si parla di generazione precaria, di precari nel lavoro e nella vita come se fosse una moda, ma ne parlano sempre gli altri, quelli che ci guadagnano (perché qualcuno che ci guadagna c'è). La novità sta nella interattività : ora precari e precarie del Comune di Milano hanno una newsletter di informazione e un nuovo sito internet. Si mettono in rete perché sono davvero tanti e tante a chiedere, insieme, diritti. E di lavorare con certezza, quindi con un sacrosanto contratto a tempo indeterminato. Che non sia un sogno ma una realtà per tutti. Che questo possa migliorare anche la qualità del servizio?
Tratto da City Of Gods, Anno 7 - Numero speciale EuroMayDay

