Il suo è il libro più citato nei cortei studenteschi. Campeggia sugli striscioni che aprono le manifestazioni di protesta quel “Io non ho pauraâ€. […]
Lui, Niccolò Ammaniti, ex studente sognatore e impacciato sempre sulla soglia della bocciatura, li guarda soddisfatti i ragazzi dell’Onda.
Uno scrittore da slogan?
“Sono felice perché dopo la disfatta elettorale avevo la sensazione che neanche i giovani avessero più la capacità di reagire, che subissero in modo apatico quest’Italia che m’inquieta. Che punta sulla paura, sull’esercito nelle strade.
E invece?
“Sono contento che abbiano usato il titolo del mio libro perché vorrei sentirmi dire proprio questo dai ragazzi: “Non ho paura della politica del terrore, del domaniâ€. […]
Ventenni diversi dai luoghi comuni?
“Sì. Sono stufo di sentire che le nuove generazioni non hanno niente da dire. Io li vedo che discutono, si battono per le loro esigenze, per un’università che non sia solo un parcheggioâ€.
Manca un progetto?
“So solo che davanti a una realtà che cambia, a un paese multietnico con nuove esigenze, le risposte adeguate non sono arrivateâ€.
Che studente era?
“Alle elementari volevano bocciarmi in prima. Ero mancino e la maestra, unica allora, voleva farmi scrivere con la destra e io ero lento, non al passo con gli altri. Poi sono arrivati gli anni bui al liceo, rimandato in tutte le materie possibiliâ€.
E all’università ?
“Lì ho incontrato professori che credevano nel loro lavoro, capaci di appassionare, divulgare. Ho fatto biologia, se non l’avessi studiata, se non avessi visto come funziona l’ecosistema, anche la mia letteratura ne avrebbe perso. L’università è fondamentaleâ€.
Niente tagli alla scuola?
“L’università è l’unico luogo dove si sperimenta, dalla medicina all’architettura. È il luogo dove si formano quelli che tra 10 anni si occuperanno dell’Italia… Se si tagliano i fondi alla scuola, dalle elementari all’università , si tolgono gli occhi al nostro futuro, si taglia il futuroâ€.

