da www.cgil.it:
"La Cgil conferma l’insieme delle iniziative di mobilitazione e di lotta già decise e per richiedere una svolta di politica economica e sociale necessaria per governare la crisi, evitare che essa scarichi le proprie conseguenze sulle famiglie dei lavoratori e dei pensionati e sui precari, proclama uno sciopero generale per il giorno 12 dicembre."
Dunque, venerdì prossimo sarà sciopero generale.
Dal mondo universitario, gli studenti dell'Onda si uniscono ai lavoratori in lotta: ecco i primi appelli alla mobilitazione, dal sito www.uniriot.org
Roma (La Sapienza):
L'appello che vi rivolgiamo parla di una sfida che non riguarda solo noi, ma riguarda tutte e tutti. Il 12 dicembre ci attende una giornata di grande importanza il cui esito potrà segnare gli equilibri politici e sociali di questo paese: lo sciopero generale in primo luogo indetto dalla Fiom e dalla Cgil funzione pubblica, poi dalla Cgil tutta, infine dai sindacati di base (Cobas, Sdl, Cub), sarà una grande occasione di conflitto per chi non vuole subire l'arroganza di questo governo e per chi non vuole pagare sulla propria pelle la crisi di sistema che investe l'economia globale. L'indizione di questo sciopero generale è anche il frutto, vale la pena ricordarlo, della grande potenza dell'Onda, del movimento che da inizio settembre ha visto milioni di persone, tra studenti, insegnanti, ricercatori, docenti, bambini, mobilitarsi contro la definitiva dismissione della scuola e dell'università pubbliche. È stata proprio l'Onda, infatti, ad imporre una discontinuità politica e sociale nel paese: laddove tutto sembrava sconfitto con la tornata elettorale di aprile, una nuova generazione ha imposto dal basso una battuta d'arresto nella macchina di consenso del Governo. Attraverso lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo†gli studenti hanno lanciato un segnale a tutti i soggetti sociali che nel mondo del lavoro e nelle esistenze concrete stanno subendo le ricadute di una dinamica recessiva di portata epocale. Il “Noi†dello slogan non è corporativo e non parla solo degli studenti: “Noi†sono tutti coloro che la crisi non l'hanno prodotta e che dunque non intendono pagarla. Che la paghino le imprese e le banche, questo il sottotesto dello slogan! Non siamo disposti a pagare questa crisi né possiamo accettare le scarne proposte del Governo, contenute nel pacchetto anti-crisi...
Venezia:
Il 12 dicembre l’onda diventa la mareggiata dello sciopero sociale. Costruiamo, dentro la giornata di mobilitazione nazionale, un terzo corteo libero e indipendente che dalla stazione ferroviaria di Mestre (concentramento ore 09:00) prenda la parola dal palco sindacale. Dalle scuole, dalle università , dal mondo dei ricercatori precari, la volontà di opporsi alla socializzazione dei costi della crisi ha ridato energia ad un paese rassegnato alla vittoria delle destre e all’inadeguatezza delle sinistre, ad un paese preda della psicosi securitaria che strumentalizza i migranti (o i Rom) come carnefici e le donne come vittime. L’onda ha spazzato via la rassegnazione, incrinato la concertazione e ha parlato al paese intero. Lo ha fatto con il linguaggio della consapevolezza, della capacità di analisi, a partire da una piattaforma specifica di discorso, frutto del lavoro collettivo svolto durante i workshop della Sapienza che hanno coinvolto studenti e precari di tutta Italia. Da Roma siamo tornati chiedendo il ritiro della legge 133, lo sblocco del turn-over e criticando la trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato in un paese dove l’impresa è assolutamente inadeguata a investire nella formazione. Pretendiamo che la ricerca sia autonoma e indipendente e chiediamo la fine dei contratti precari che la regolano...

