1) Si ricomincia a giocare a pallone con il pallone. Il Super Tele-Jabulana d'ora in poi sarà usato solo per le partite di calcio saponato negli stabilimenti più accessoriati del lungomare di Gabicce. (Fra l'altro, avete notato che a lamentarsi dell'orrido pallone firmato Adidas erano solo i portieri sponsorizzati Nike? Perché un gol in più o in meno non fa differenza, ma uno zero in più in fondo all'estratto conto, sì. Altro che legge-bavaglio...)
2) Forse ricominceremo a vedere qualche partita di calcio vagamente divertente. A meno che non giochi l'Italia, ovvio.
3) Se Dio (leggi: Prandelli) vuole, non rivedremo più il naso di Iaquinta in nazionale.
4) I giornalisti non potranno più starsene in panciolle a bere Bitter Lemon tutto il giorno, per poi confezionare (in 5 minuti) un bel servizio sul polpo indovino tedesco (no! è italiano! wow!) Paul, con cui riempire il TG della sera. (Per non parlare del pappagallo indovino Mani e del panda indovino Lin Ping. E di Pino, lo scimpanzé indovino. Aaarghh!)
5) Finite le interviste ai tifosi della coppia Costanzo-Galeazzi su RaiUno: perle di assoluta, surreale incomprensibilità massmediatica. Due marziani che, bofonchiando frasi inintellegibili, cercano di comunicare con tifosi stranieri che non sanno una parola di italiano. Uno spettacolo che ci mancherà terribilimente. O forse no. Felicità o rimpianto?
P.s. no, le Vuvuzelas non le abbiamo nominate. Perché, non illudetevi: non ce ne siamo ancora liberati. Ci risentiamo quando iniziano i campionati!

